Terni, USB incontra il Sindaco e l'Assessore sul piano di rientro

Terni -

DAGLI AMICI MI GUARDI IDDIO PERCHÉ DAI NEMICI MI GUARDO IO


Prendiamo atto del gesto del Sindaco che, con una lettera a tutti i dipendenti, ha ritenuto opportuno chiarire la sua posizione in merito al passaggio inserito nel Documento di fine mandato, nel quale si additava la struttura tecnico-amministrativa quale “causa di rilevante inefficienza”.


Una tale considerazione sui lavoratori ci è sembrata talmente surreale e fuori luogo, che da subito abbiamo avuto molti dubbi sulla sua natura, e sin nella mattinata di ieri, all’incontro con la RSU a cui si sono aggiunti i sindacati di categoria, l’Usb ha chiesto con forza al Sindaco che fornisse le dovute spiegazioni, che sono arrivate ai presenti in diretta e poi ai lavoratori tramite lettera.


Gli interventi della CislFp e della FPCgil, attraverso i quali hanno ritenuto di fornire spiegazioni sulle proprie posizioni espresse l’una e, rinnovando la stima al Sindaco l’altra, hanno avuto il sapore di una giustificazione non richiesta, ma sono comunque state utili a creare un certo tipo di folklore.


Accogliamo favorevolmente le precisazioni e la rinnovata stima del Sindaco ai dipendenti dell'Ente quindi, ma nel contempo non possiamo esimerci dall'evidenziare come la richiamata “scorrettezza di chi, all'interno della maggioranza ha voluto divulgare”, quello che il Sindaco stesso chiama un semplice “appunto” o “foglio di lavoro contenente imprecisioni e semplificazioni”, mostri in verità un preoccupante stato di salute della maggioranza di governo, che non può certamente infondere tranquillità, vista la complessità delle problematiche presenti per l’Ente.


Nel merito delle questioni che riguardano il nuovo piano di rientro e l'inserimento nello stesso della richiesta di accesso al fondo di rotazione, quello rappresentato dal Sindaco e Assessore al Bilancio, è sembrato come un disperato tentativo di salvare il salvabile.


Se il nuovo piano venisse accettato dalla Corte dei Conti, l’Ente otterrebbe un prestito di circa 8 milioni di euro, utili a coprire tutti i debiti fuori bilancio prodotti, la cui restituzione deve avvenire entro il 2021. L’amministrazione per chiudere il cerchio, spera di portare in porto tutte le alienazioni già previste, i cui bandi sono usciti o stanno per uscire, che porterebbero ricavi per circa 9,5 milioni di euro e che permetterebbero la restituzione del prestito in un’unica soluzione e, quindi, il rientro dal predissesto entro il 2018.


Nel frattempo fino alla restituzione del prestito, scatteranno gli aumenti dell'IMU sino al suo massimo, a carico delle seconde e terze case, soprattutto quelle affittate a canone concordato, per le aree fabbricabili ed i capannoni di industrie ed artigiani. Una sorta di “compensazione” delle partite di aumento delle imposte potrebbe derivare dalla prevista diminuzione della TARI, ma certamente non per tutti i contribuenti, stante l’impossibilità di garantire la coincidenza dei cittadini colpiti dall’aumento della tassazione.


Per quanto concerne invece i dipendenti del Comune di Terni, viene fatto salvo il salario accessorio, (nella trattativa di venerdì scorso l’A.C. ha prodotto la ripartizione del fondo firmata dai sindacati per presa visione, il che consentirà di pagare il saldo della produttività nei tempi degli scorsi anni), ad eccezione di quello dei dirigenti che subirebbe una decurtazione dovuta, di circa 36.000 euro.


Questo paradigma illustrato dall’Amministrazione, è naturalmente condizionato al vaglio della Corte dei Conti alla quale sarà avanzata la proposta che dovrà essere ratificata entro Marzo 2018 e soprattutto dal ricorso pendente al TAR sulla vendita delle farmacie.


Nuovi sacrifici quindi si prospettano per i cittadini e per i lavoratori, quest'ultimi chiamati a sopperire ad una carenza di organico che diventerà, a causa del blocco delle assunzioni, sempre più critica. Ad oggi il personale è sceso da 901 unità effettive presenti in organico nel 2010 per una spesa di 35.749.000 Euro, alle attuali 755 con una spesa di circa 29 milioni di euro: ben 146 Lavoratori in meno, che hanno prodotto un risparmio di oltre 6 milioni e mezzo di euro l'anno. A ciò va poi aggiunto il taglio di oltre 400.000 euro prodotto al salario accessorio, per un totale che tocca i 7 milioni di euro l'anno. Tutto questo mentre il livello dei servizi erogati non si è certo ridotto, ed in un quadro generale nel quale le cervellotiche modifiche delle leggi che regolano l’attività dei pubblici servizi, non hanno certo contribuito a facilitare la situazione anzi, l’hanno ulteriormente complicata.


Attendiamo a questo punto di prendere visione della proposta di bilancio, atto necessario per il prosieguo dell’attività amministrativa dell’A.C. e che verrà partecipato alle OO.SS, RSU e territorio con tutta probabilità nel mese di gennaio.


Auspichiamo una decisa assunzione di responsabilità da parte dell’Amministrazione, affinchè ponga rimedio ai vari errori commessi, che hanno contribuito a determinare questa difficile situazione. Sarebbe utile ad esempio iniziare dalla messa in campo di una seria e partecipata riorganizzazione dei servizi, anche attraverso la reinternalizzazione di alcuni di essi, come quello della gestione di verbali della Polizia Municipale, così come proposto anche dalla RSU.


Nel frattempo ci sentiamo di consigliare al Sindaco di guardare bene dentro la sua maggioranza ed alle fratricide lotte interne, che in questa delicata fase non fanno altro che aggravare una situazione già fortemente compromessa.


La Federazione USB