USB incontra ASM Terni: ora è la volta dell’Amministrazione comunale

Terni -

Il 17 ottobre u.s., a seguito di una richiesta della Federazione USB di Terni, inviata contestualmente anche al Sindaco e all’Assessore alle Aziende partecipate del Comune di Terni, si è svolto un incontro tra il Presidente Ing. Paolo Ricci e il Direttore delle Risorse umane di ASM Terni SpA Dott. Mauro Listante e i rappresentanti territoriali e nazionali di USB Lavoro Privato.

Le principali questioni, motivo della richiesta di incontro e oggetto della discussione, ruotano intorno alla spinosa questione del bilancio dell’Azienda, approvato con un passivo di tre milioni di € e alle criticità relative al personale del Servizio Igiene Ambientale, soprattutto quello in somministrazione, rispetto al quale da pochi giorni l’Assessore alle Aziende Partecipate del Comune di Terni - Fabrizio Dominici-, ha rilasciato dichiarazioni in Consiglio comunale sulla stabilizzazione dei precari che, in un primo momento apparse rassicuranti, sono incredibilmente state smentite dalla pubblicazione dopo pochi giorni del bando di concorso

per autisti, che di fatto impedisce alla stragrande maggioranza dei precari di avere

un’opportunità di stabilizzazione.

In riferimento al bilancio aziendale i vertici di ASM hanno smentito che i crediti che l’Azienda vanta nei confronti del Comune di Terni, proprietario unico, siano stati definitivamente dichiarati inesigibili. C’è stata, da parte del Comune, una richiesta di “accantonamento” in apposito fondo di quei crediti (fino al pronunciamento rispetto all’ingiunzione trasmessa a suo tempo), cosa che ha determinato il saldo finale in rosso, ma le voci di bilancio “parlano di un’Azienda sana”, nonostante che lo stato di dissesto dell’Ente proprietario provochi un abbassamento anche del rating di ASM

nei confronti delle banche, ponendola in difficoltà riguardo le sue necessità di crediti/finanziamenti.

Secondo l’Azienda, la sola conseguenza del saldo negativo del bilancio c’è stata sul premio di produzione dei dipendenti, per l’esattezza sul 50% di esso che è legato alla redditività, anche se, sostengono, è stato trovato il modo di incidere per una percentuale estremamente ridotta (5% circa).

Anche la partita del personale è una “matassa” piuttosto complicata da dipanare.

Da un lato esiste una graduatoria, tuttora valida, i cui idonei hanno, legittimamente, delle aspettative, nei confronti delle quali, abbiamo chiaramente capito, l’Azienda ha una posizione di chiusura; dall’altra un considerevole numero (circa 60) di lavoratori, addetti alla raccolta porta-a-porta, in somministrazione, che a causa delle normative sono passati da un’Agenzia interinale ad un’altra e poi ad un’altra ancora, ecc. e che da troppi anni hanno prospettive lavorative legate alla durata dei contratti e alla spada di Damocle dei rinnovi degli stessi. Se le dichiarazioni dell’Assessore Dominici, non solo della proroga fino a luglio 2019 dei contratti dei lavoratori interinali, ma anche e soprattutto della dichiarata volontà a trovare una soluzione che salvaguardasse sia i posti di lavoro sia le professionalità acquisite, avevano suscitato un, seppur

cauto ottimismo, la pubblicazione del bando di concorso per 15 autisti, con i prerequisiti che contiene, ha annullato quell’ottimismo.

E’ evidente come il nuovo bando di concorso equivalga all’ammissione di avere commesso, come più volte abbiamo rilevato, da parte dell’Azienda, un errore grossolano, con miopia e mancanza di prospettiva, nella formulazione del bando precedente, nel quale si richiedeva, per esempio, il possesso della sola patente di guida “B”, fatto che ha comportato una notevole spesa per far conseguire la patente “CQC” successivamente all’assunzione ai dipendenti che non ne erano in possesso.

Si è discusso sulla opportunità di ritiro del bando, o della sua integrazione (dando la possibilità di conseguire la patente richiesta entro la data di assunzione anziché quella di scadenza del bando) o ancora del prolungamento della sua scadenza, ma ogni proposta è stata respinta, chiarendo che la linea scelta è condivisa dall’Amministrazione comunale. Ulteriori elementi emersi sono stati quelli di voler comunque diminuire progressivamente la quota dei lavoratori in somministrazione, procedendo allo scorrimento ulteriore, oltre le 15 unità messe a bando, della graduatoria degli

idonei; inoltre c’è un’apertura rispetto alla possibilità che i lavoratori interinali possano essere assunti dalla propria agenzia a tempo indeterminato: questa posizione nasconde però la determinazione, da parte di ASM, di escludere l’applicazione delle norme del pubblico impiego, che imporrebbero all’azienda la stabilizzazione/assunzione diretta di questi lavoratori; il direttore del personale è dell’opinione (che non condividiamo nel modo più assoluto) che la norma non possa essere in nessun modo applicata ad un’Azienda come ASM, a tutti gli effetti di tipo privato.

E’ evidente come gli esiti dell’incontro non siano stati soddisfacenti, ed è ancor più necessario per noi, per quanto emerso, per quelle che noi riteniamo essere come minimo delle incongruenze e per le consistenti zone d’ombra rimaste, incontrare al più presto l’Amministrazione comunale, proprietario unico di ASM Terni SpA, ragion per cui rinnoveremo, sollecitandola, la richiesta di incontro già inviata contestualmente a quella inviata ad ASM.