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Il 25 marzo prossimo, i cittadini ternani scenderanno di nuovo in piazza per difendere un diritto sacrosanto: quello alla salute

Terni -

La probabile riaccensione di un inceneritore, il camino di “Terni Biomassa”, pone di nuovo come centrale la questione del profitto contro i diritti e, più in generale, la questione della mercificazione dei servizi pubblici.

È da tempo chiaro ad USB che le pubbliche istituzioni, siano esse lo Stato o le amministrazioni locali, sempre più spesso assurgono al ruolo di “consiglio di amministrazione che difende gli interessi dell'oligarchia”.


La classe dirigente di questo Paese è purtroppo connivente con il disegno eversivo della grande borghesia, un capitalismo straccione che sa fare affari solo con i soldi pubblici e che ha come scopo principale quello di fare profitti sui diritti della classe lavoratrice, sulla salute dei cittadini, sulla gestione dell'acqua, sulla privatizzazione dei servizi pubblici e di pubblico interesse, sulla svendita dei beni comuni.


Riguardo alla vicenda degli inceneritori, come definire diversamente il gioco delle tre carte a cui stanno giocando Sindaco e giunta regionale?

Si rimpallano le competenze, si concedono “AIA” e “VIA” senza un percorso partecipativo con i comuni che rappresentano le criticità della scelta.

Addirittura il Sindaco posticipa il giudizio sul secondo camino, facendo riferimento ad un “nuovo” studio epidemiologico, quando è ormai noto già conoscesse lo studio Sentieri, inviatogli nel 2012 addirittura dall'Istituto Superiore della Sanità, in cui era già chiaro il nesso tra le produzioni industriali e gli eccessi di patologie e mortalità tra la popolazione della Conca ternana.


USB ritiene tutto ciò gravissimo.


È chiaro ormai che la classe dirigente politica locale, è espressione di una fetta di potere economico, che va dalle ex cooperative rosse all'ACEA di Roma: nello specifico, l'ACEA controlla il primo inceneritore e, tramite la Umbriadue Scarl, nomina anche l'amministratore delegato del SII. Siamo di fronte ad una vera e propria cessione di sovranità, che avrà come conseguenza la mercificazione totale dell'acqua (con il nuovo acquedotto Terria-Pentima, 17mln di finanziamenti pubblici e il pagamento che già avviene in bolletta) e la gestione, sempre più appannaggio del privato, del ciclo dei rifiuti.

In più, la privatizzazione dell'ASM e conseguentemente del SII, sancirà la vittoria del primato del mercato e della finanza sul controllo pubblico delle risorse, facendo carta straccia della vittoria del referendum sulla gestione pubblica dei servizi primari.


Lo Sblocca Italia e la Legge Madia voluti dal governo Renzi, pongono come obiettivo strategico proprio la svendita delle municipalizzate ed in questo, anche la gestione dei percorsi al Comune di Roma - che detiene parte del pacchetto azionario dell'ACEA - non è esente da nostre critiche.

In più, la privatizzazione delle municipalizzate ha come rischio una ricaduta negativa del livello occupazionale e la messa in discussione dei diritti di chi lavora in queste aziende.


I cittadini ternani devono prendere coscienza del fatto che l'affarismo, la corruzione, la predazione delle risorse e la mercificazione dei beni essenziali, sono tutte facce di una stessa medaglia e vanno combattuti; solo la lotta e la mobilitazione generale potranno determinare un’inversione di tendenza.


Un sindacato forte e libero, costituito da lavoratori liberi, deve essere avanguardia nella creazione di un movimento che riaffermi l'idea di progresso sociale e civile delle comunità; per questo, auspichiamo la convergenza tattica e strategica di tutti i Comitati cittadini che si oppongono allo scellerato disegno messo in campo nel Paese ed anche nei nostri territori, a partire dal sostegno all’iniziativa del Comitato NO Inceneritori di sabato 25 marzo, che si terrà a Terni.


La Federazione USB Regionale