CASCATA DELLE MARMORE: USB C’E’ E RESTA IN CAMPO

Terni -

Come è noto, dopo una non semplice trattativa, è stato finalmente sottoscritto l’accordo per la riassunzione dal 1° di aprile di tutti e 38 i lavoratori precedentemente impegnati nella gestione dei servizi della Cascata delle Marmore, con il pieno rispetto della clausola sociale ricompresa all’interno del bando per l’assegnazione dell’appalto.

L’USB ha preso parte a tutti gli incontri effettuati, gestiti su tavoli unitari con tutte le altre sigle sindacali firmatarie dell’accordo.

Abbiamo dovuto prendere atto non senza stupore, insieme alla stessa RTI rappresentata dal Dott. Rapisarda Alessandro dell’esigenza, espressa solo al momento della sottoscrizione, da parte delle rispettive categorie di CGIL, CISL e UIL di non voler firmare insieme ad USB il testo dell’accordo, ponendo la nostra O.S. e la RTI nella condizione di firmare un “accordo separato”, seppur identico nei contenuti ovviamente.

Riteniamo incomprensibile tale scelta, a valle di un percorso che ha visto la nostra O.S. non solo sempre presente, ma per il quale riteniamo, senza peccare di presunzione, di aver fornito un rilevante contributo in termini di competenza politico-sindacale.

Una paradossale condizione, che mal si cala sulla realtà del territorio ternano, nel quale l’USB è presente ed accreditata ad ogni livello politico-istituzionale, di lavoro pubblico o privato.

Soprattutto riteniamo tale scelta miope, perché dimostra in modo palese lo scarto e la distanza tra le esigenze e le problematiche di lavoratori sempre più spesso collocati in condizione di debolezza ed evidente difficoltà e le politiche che “il sindacato confederale” intende perseguire, anche nel gestire democraticamente e a garanzia della pluralità i rapporti e le relazioni con altri soggetti che, seppur minori, sono legittimi, garantiti e tutelati dalla nostra Costituzione.

Ma tant’è e se ne faranno una ragione, forti del fatto di aver assolto in pieno ed al meglio al nostro ruolo di sindacato indipendente, anche in questa delicata partita per la quale il rischio di una collocazione “politica” della vertenza, che senza alcun dubbio abbiamo aiutato a scongiurare, non avrebbe fatto altro che portare danno ai lavoratori.

USB è e resta in campo, forte del mandato ricevuto dai lavoratori e convinti che la battaglia che abbiamo svolto è andata a tutela non solo dell’occupazione, ma anche della salvaguardia di professionalità ed esperienze che in nessun modo potevano essere disperse.