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            <title>Rss Feed umbria.usb.it</title>
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            <description>Le ultime notizie di umbria.usb.it</description>
            <language>it-it</language>
            
                <copyright>Unione Sindacale di Base</copyright>
            
            <pubDate>Thu, 09 Jul 2026 16:47:46 +0200</pubDate>
            <lastBuildDate>Thu, 09 Jul 2026 16:47:46 +0200</lastBuildDate>
            
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                        <pubDate>Mon, 29 Jun 2026 09:01:02 +0200</pubDate>
                        <title>Busitalia Umbria: l&#039;azienda nega il cambio del mezzo nonostante anomalie. Il bus a fuoco in superstrada</title>
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		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/busitalia-umbria-lazienda-nega-il-cambio-del-mezzo-nonostante-anomalie-il-bus-a-fuoco-in-superstrada-0909.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Ancora una volta si è sfiorata la tragedia.</strong></p>
<p class="text-justify">È solo l'ultimo di una lunga serie di episodi che, purtroppo, continuano a ripetersi.&nbsp;Nella serata di ieri, l'autobus proveniente da Montalto di Castro e diretto a Terni ha preso fuoco mentre percorreva la superstrada, per cause ancora in corso di accertamento. A evitare conseguenze ben più gravi è stata la professionalità del personale a bordo, conducente e bigliettaio che, già al momento della presa in servizio, avevano riscontrato evidenti anomalie sul veicolo chiedendone la sostituzione. Una richiesta che l'azienda ha inspiegabilmente respinto, dimostrando una grave sottovalutazione dei rischi e un inaccettabile superficialità nella gestione della sicurezza.</p>
<p class="text-justify">Da anni USB Lavoro Privato denuncia una situazione ormai insostenibile: manutenzioni insufficienti, scarsi investimenti e una gestione che continua a sacrificare la sicurezza di lavoratori e utenti. Ogni giorno conducenti e passeggeri vengono esposti a rischi che non possono più essere considerati inevitabili.<strong> È una vera e propria roulette russa.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Quanto bisognerà rischiare? Quanti altri episodi dovranno verificarsi prima che la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini diventi una priorità assoluta?</strong></p>
<p class="text-justify">Ancora più grave è il comportamento dell'azienda nei confronti degli RLS. Nonostante le richieste formali di ottenere la relazione della commissione d'inchiesta sui precedenti episodi analoghi, la documentazione non è stata ancora consegnata, impedendo di fatto ogni seria verifica sulle cause e sulle misure adottate per evitare il ripetersi di simili eventi.</p>
<p class="text-justify">La sicurezza non è un costo da comprimere, ma un diritto fondamentale e un obbligo preciso del datore di lavoro. Nessun bilancio e nessun utile possono valere più della vita e dell'incolumità dei lavoratori e dei cittadini che ogni giorno utilizzano il trasporto pubblico.</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Federazione Regione Umbria.</em></p>
<p>&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 04 Jun 2026 03:00:32 +0200</pubDate>
                        <title>Busitalia: la CGIL minaccia, poi firma. I lavoratori pagano il conto</title>
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		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/busitalia-la-cgil-minaccia-poi-firma-i-lavoratori-pagano-il-conto-0304.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Lo scorso 28 maggio, durante l'incontro con l'azienda Busitalia, abbiamo assistito all'ennesimo show del sindacato CGIL, che intimava all'azienda la rottura del tavolo delle trattative qualora non fossero messe a disposizione maggiori risorse economiche per migliorare turni e condizioni di lavoro nel periodo estivo, minacciando inoltre di non sottoscrivere l'accordo sulle ferie.</p>
<p class="text-justify"><strong>Ancora una volta, solo chiacchiere e niente fatti:</strong> un'ora dopo, tutte le sigle &quot;firmaiole&quot; — CGIL compresa — erano di nuovo al tavolo a sottoscrivere il PDR, senza nemmeno convocare la legittima RSU.</p>
<p class="text-justify">Come di consueto, l'azienda presenta gli stessi turni della scorsa estate, non mette alcuna nuova risorsa a disposizione e conferma tutti i turni lunghi. In molti depositi extraurbani è inoltre previsto un eccesso di conducenti, il che produrrà una massiccia assegnazione di ferie d'ufficio.</p>
<p class="text-justify"><strong>Per l'ennesima volta,</strong> c'è chi sceglie di fare il servo dei servi, garantendo gli interessi aziendali attraverso ridicole sceneggiate. E ancora una volta i lavoratori si vedranno costretti a subire condizioni di lavoro peggiori, grazie a chi da anni continua a predicare bene e razzolare male.</p>
<p>USB Lavoro Privato,&nbsp;<em>Federazione Regionale Umbria</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 30 May 2026 21:26:44 +0200</pubDate>
                        <title>Umbria: dieci anni di privatizzazione del TPL; un fallimento annunciato</title>
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		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/umbria-dieci-anni-di-privatizzazione-del-tpl-un-fallimento-annunciato-2132.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Più di dieci anni fa la giunta Marini cedette il 70% del TPL umbro a Busitalia, in nome di una presunta emergenza economica. Non bastò: la FILT-CGIL spinse apertamente per la privatizzazione totale, e la giunta cedette, trasferendo il 100% del servizio a Busitalia Sita Nord Srl.</p>
<p class="text-center"><strong>Fu la peggior scelta possibile per lavoratori e cittadini umbri.</strong></p>
<p class="text-justify">Prima ancora che Busitalia entrasse in servizio, a fine 2015, la giunta gonfiò il compenso chilometrico riconosciuto all'azienda. Tutti i sindacati — complici — firmarono un accordo che aumentò drasticamente l'orario di lavoro a parità di salario: risultato, 100 posti di lavoro persi. Poi arrivò il referendum truffa con cui venne imposto ai lavoratori il Contratto Collettivo Aziendale Busitalia, con pesanti perdite economiche nel cosiddetto &quot;zainetto&quot;.</p>
<p class="text-justify">Il conto lo hanno pagato anche i cittadini: in questi anni sono stati tagliati milioni di chilometri di servizio. Più precarietà per chi lavora, meno trasporti per chi ne ha bisogno. La solita storia.</p>
<p class="text-justify">Ora si riparte con le gare d'appalto. USB Lavoro Privato lo dice chiaramente: le gare non sono uno strumento di efficienza, sono uno strumento di rapina. Servono a peggiorare le condizioni di lavoro, a ridurre i servizi e a trasformare il denaro pubblico in profitto privato.</p>
<p class="text-center"><strong>La nuova giunta? Stessa musica.</strong></p>
<p class="text-justify">Pochi giorni fa l'assessore De Rebotti e l'amministratore di Umbria Mobilità Giacchetti hanno annunciato in conferenza stampa l'annullamento della gara d'appalto della giunta precedente. Una buona notizia? <strong>No.</strong> <strong>La gara viene annullata non per restituire il TPL al pubblico, ma per emetterne una nuova: stessa logica privatista, nuovo involucro.</strong></p>
<p class="text-justify">Ancora una volta la sinistra fa come la destra. E ancora una volta il sindacato applaude le scelte delle amministrazioni amiche, qualunque cosa decidano.</p>
<p class="text-justify">Nel frattempo, in questi anni, abbiamo visto peggiorare le condizioni di sicurezza, aumentare la precarietà, calare i servizi. I lavoratori scappano da questo mestiere. Gli unici a non aver perso nulla sono i sindacalisti dei sindacati firmatari, che continuano a godere di benefit senza aver prodotto un solo risultato concreto per chi rappresentano.</p>
<p class="text-center"><strong><u>USB Lavoro Privato rilancia la mobilitazione.</u></strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Vogliamo che la gara venga ritirata e che i servizi siano riaffidati all'azienda pubblica regionale. I milioni di utile che ogni anno il gestore privato incassa devono tornare dove appartengono: più servizi ai cittadini, migliori condizioni di lavoro, più sicurezza per chi guida quei mezzi ogni giorno.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Basta privatizzazioni. Basta speculare con i soldi dei cittadini.</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Federazione Regionale Umbria</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 25 May 2026 14:07:43 +0200</pubDate>
                        <title>Sanità umbra, il rischio di un contenitore senza identità</title>
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		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/sanita-umbra-il-rischio-di-un-contenitore-senza-identita-1416.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p>Un fantasma si aggira per la Sanità umbra: l’idea di accorpare neuropsichiatria infantile, SERT, disturbi della nutrizione, salute mentale adulta e hub universitario in uno stesso contenitore. Una scelta razionalizzata come organizzativa, ma che rischia di produrre l’effetto opposto: perdita di specificità, confusione gestionale e ulteriore impoverimento delle professionalità già fortemente sofferenti.<br /> <br /> Una simile scelta significherebbe ignorare la complessità delle esigenze richieste a servizi multiprofessionali differentemente specializzati, i quali rispondono a logiche cliniche, territoriali ed assistenziali molto distanti tra loro. La neuropsichiatria infantile si occupa di età evolutiva, famiglie, scuola e sviluppo; i SERT di dipendenze e marginalità sociali; la rete DCA di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione richiedenti un approccio multidisciplinare altamente specifico; i centri di salute mentale di prevenzione, trattamento e riabilitazione dei disturbi psichici e del disagio psicologico dell’adulto. &nbsp;Far convivere tutto ciò sotto un’unica regia rischia di trasformare la multidisciplinarietà in dispersione.<br /> <br /> Il primo effetto sarebbe la perdita di identità dei servizi. I bisogni dei bambini e degli adolescenti verrebbero inevitabilmente schiacciati dalle emergenze dell’età adulta; le dipendenze, così come i disturbi alimentari, sarebbero trattate come una semplice branca psichiatrica.<br /> Con il fine manifesto di rafforzare i percorsi di cura e assistenziali, si rischia di andare incontro ad un loro impoverimento e ad una perdita della riconoscibilità degli stessi da parte di cittadini e operatori.<br /> <br /> A pagare il prezzo più alto sarebbe soprattutto il personale sanitario: medici, psicologi, infermieri, educatori e terapisti, le cui condizioni lavorative appaiono già gravose. Organici insufficienti, carichi in aumento, difficoltà di reclutamento e crescente demotivazione sono solo alcune delle difficoltà con le quali si interfacciano quoidianamente. Inserire tutto in una struttura unica potrebbe generare ulteriore disorientamento, sovrapposizioni di ruoli, conflitti interni e perdita di competenze professionali specifiche.<br /> <br /> Anche il tema delle liste d’attesa rischia di essere affrontato in modo puramente formale. È utopico ritenere che l’unione dei servizi possa automaticamente condurre ad un aumento delle prestazioni in mancanza di professionisti, spazi, investimenti e programmazione.<br /> <br /> La vera sfida per la sanità umbra dovrebbe essere un’altra: rafforzare le reti territoriali, valorizzare le competenze specialistiche, investire nella stabilizzazione del personale e costruire percorsi realmente integrati e delle diverse identità cliniche e professionali. L’integrazione è un valore quando mette in comunicazione le competenze, è un problema quando cancella le differenze e appiattisce tutto dentro un unico modello gestionale.<br /> <br /> La salute mentale, le dipendenze, la neuropsichiatria infantile e i disturbi della nutrizione non hanno bisogno di un grande contenitore indistinto. Hanno bisogno di visione, investimenti e rispetto per le professionalità che ogni giorno tengono in piedi servizi essenziali, spesso nel silenzio e con risorse insufficienti.</p>
<p>Usb Umbria</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 13 May 2026 20:49:01 +0200</pubDate>
                        <title>Busitalia Sita Nord: “sicurezza ma fino ad un certo punto” venerdì 15 Maggio sciopero 24 ore</title>
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		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/busitalia-sita-nord-sicurezza-ma-fino-ad-un-certo-punto-venerdi-15-maggio-sciopero-24-ore-2056.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">È partito il nuovo servizio notturno richiesto dal comune di Perugia; un lancio entusiasta e spumeggiante attraverso i vari social, attraverso i quali l’amministrazione Perugina al fianco di UDU, ARCI e CGIL, ha gestito la scelta di dare vita a questo servizio, <strong>chiesto e svolto da Busitalia,</strong> con l’obiettivo di garantire sicurezza a la città, a tutti i cittadini.</p>
<p class="text-justify">Una scelta sicuramente “onorevole” se a tutti gli attori chiamati in causa, amministrazione pubblica e Società Busitalia compresa, non fossero sfuggite le nostre numerose segnalazioni che evidenziavano proprio la criticità del fattore “sicurezza”; <strong>un fattore storicamente “indigesto” per la società Busitalia Sita Nord</strong>.</p>
<p class="text-justify"><strong>Infatti </strong>proprio nel primo giorno di servizio notturno abbiamo assistito alla vergognosa rappresentazione del senso di sicurezza che la società Busitalia ha nel suo interno, specialmente quando si tratta di fare i conti; &nbsp;così tra festeggiamenti e applausi abbiamo ritrovato alla guida dei mezzi lavoratori che, fuori da ogni normativa, hanno lavorato <strong>dalle 6,25 del 11 maggio finendo il servizio alle 5 del mattino del 12,</strong> senza neanche il rispetto delle norme basilari in merito ai tempi di riposo dettati per i conducenti.</p>
<p class="text-justify"><strong>Il tutto, festeggiamenti compresi, avveniva mentre USB lavoro privato continuava a sostenere e richiedere che i turni presentati dall’azienda al coordinamento RSU dovevano essere modificati affinché non superassero le 5 ore di lavoro.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Altro che città sicura!</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Un servizio pubblico essenziale rappresenta sicurezza collettiva solo se si garantisce sicurezza agli operatori del settore.</strong></p>
<p class="text-justify">Ancora una volta una iniziativa di pura facciata sfruttando in modo meschino le attuali gravi condizioni di povertà sociale; contratti di lavoro sempre più precari, lavoratori, in difficoltà ad arrivare a fine mese costretti a svolgere lavoro straordinario; le aziende private fanno cassa mentre la sicurezza dei lavoratori e dell’utenza viene sempre più spesso messa a rischio.</p>
<p class="text-justify"><strong>Una situazione amplificata dalle gare d’appalto scelte dalla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e, per le quali, USB Lavoro Privato non ha intenzione di fare un solo passo indietro!</strong></p>
<p class="text-center"><strong>I servizi di TPL devono essere affidati all’azienda pubblica regionale.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Mandiamo a casa i sindacati complici; bocciamo il vergognoso Contratto Collettivo Aziendale sottoscritto </strong></p>
<p class="text-center"><strong>&nbsp; RIVENDICHIAMO DIGNITA’ E SICUREZZA.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Venerdì 15 maggio sciopero di 24 ore Busitalia Sita Nord</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">USB Lavoro Privato, <em>Federazione Regionale Umbria</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 08 May 2026 20:08:36 +0200</pubDate>
                        <title>Busitalia Sita Nord: venerdì 15 Maggio sciopero di 24 ore</title>
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		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/busitalia-sita-nord-venerdi-15-maggio-sciopero-di-24-ore-2012.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Da quando il servizio di TPL dell’Umbria venne privatizzato e regalato a Busitalia, grazie alla giunta Marini e sindacati conniventi (FILT-CGIL e firmatari tutti), i lavoratori umbri continuano a subire il peggioramento delle loro condizioni di lavoro; azienda e suoi complici, per poter arrivare a questo, hanno scelto la strada più vergognosa ovvero quella di impedire ad una parte delle RSU legittimamente elette di poter intervenire e/o semplicemente dire la loro…ovviamente parliamo delle RSU elette nella lista della USB Lavoro Privato.</p>
<p class="text-justify"><strong>Brucerà il “sedere” ancora a qualcuno, </strong>ma sta di fatto che i lavoratori di Busitalia, della regione Umbria, hanno affidato a questa Organizzazione Sindacale un forte mandato di rappresentanza; un risultato che ha configurato la nostra organizzazione come terzo sindacato all’interno dell’azienda e il nostro delegato, Gianluca Liviabella, come secondo eletto per preferenze tra tutti i lavoratori. Pur tuttavia, chi aveva sedere bruciato proprio tanto, ha orchestrato il furbesco e vile colpo di mano escludendo USB LP dal coordinamento RSU per avere mano libera alla propria connivenza aziendale.&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>Ieri 07 maggio, un ulteriore prova.</strong></p>
<p class="text-justify">Il coordinamento RSU ha sbandierato un comunicato esaltando un accordo per i lavoratori del servizio urbano di Perugia; in realtà un accordo che rafforza la vile logica di lavoratori di serie A e lavoratori di serie B legittimando il subappalto dei servizi a mercato. <strong>In pratica, un accordo attraverso il quale si conferma che l’unico vero interesse dell’azienda Busitalia è quello delle grandi speculazioni legate ai servizi sostitutivi treno.</strong><br /> &nbsp; &nbsp;<br /> Difficile comprendere dove vogliono andare a parare, azienda e sindacati a lei affiliati nel merito dei nuovi servizi notturni richiesti dal comune di Perugia, turni già concordati e messi in servizio già da lunedì prossimo senza alcuna formale condivisione con i lavoratori né con le legittime RSU <em>(ricordando che il coordinamento RSU, non ha nessun mandato esecutivo)&nbsp;</em></p>
<p class="text-center"><strong>Chiaramente nessun’opposizione dal sindacato trattante/connivente per il quale gli interessi di Busitalia vengono prima degli interessi dei lavoratori.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>Come USB Lavoro Privato rivendichiamo che nei servizi notturni:<br /> &nbsp; &nbsp; devono essere garantite tutte in condizioni di sicurezza;&nbsp;<br /> &nbsp;&nbsp; &nbsp;non devono superare le 5 ore di lavoro<br /> &nbsp;&nbsp; &nbsp;non devono prevedere soste lunghe e/o non retribuite fuori dal deposito;&nbsp;<br /> &nbsp;&nbsp; &nbsp;i neo assunti devono essere inseriti nelle rotazioni,&nbsp;</strong></p>
<p class="text-center"><strong>basta avere lavoratori da sfruttare sempre a disposizione, basta lavoratori di serie A e lavoratori di serie B, chi ci vuole divisi lo fa perché ci vuole deboli.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Il prossimo 15 maggio sarà sciopero in tutta l’azienda Busitalia,&nbsp;<br /> in Umbria come in Veneto e in Campania</strong></p>
<p class="text-center"><strong>NON RINUNCIAMO AD ALZARE LA VOCE E FARCI SENTIRE.</strong></p>
<p class="text-justify">USB Lavoro Privato,Federazione Regionale Umbria<br /> &nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 06 May 2026 01:58:14 +0200</pubDate>
                        <title>Busitalia Umbria: ancora una volta la RSU viene espropriata del proprio ruolo dai soliti “portaborse” aziendali </title>
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		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/busitalia-umbria-ancora-una-volta-la-rsu-viene-espropriata-del-proprio-ruolo-dai-soliti-portaborse-aziendali-0204.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">L'ultima volta che la RSU ha trattato questioni riguardanti i turni di lavoro, risale a settembre 2025; da allora solo continue modifiche senza trattativa alcuna con l’unico organismo formalmente deputato.</p>
<p class="text-justify">Ad ulteriore conferma, il prossimo 11 maggio, partirà il servizio notturno richiesto dal comune di Perugia con quattro turni di lavoro dei quali, come RSU di USB lavoro privato, né veniamo a conoscenza attraverso alcune chat, tra azienda e coordinamento RSU, che nostri iscritti hanno avuto modo di leggere.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Questa situazione si ripete sistematicamente da almeno 2 anni; obiettivo dell’azienda e dello stesso coordinamento RSU è quello di impedire alle RSU elette, della USB lavoro privato, di esprimere la propria opinione partecipando al confronto; questo probabilmente perché rivendichiamo il semplice diritto di ragionare con la nostra testa e non con quella aziendale.<br /> &nbsp;<br /> Sembrerà assurdo, ma questa situazione determina un comportamento antisindacale gestito di comune accordo da Busitalia e le altre sigle sindacali…<em>pensate a quanto queste sigle sindacali siano cadute in basso pur di non affrontare un confronto con chi è stato legittimamente eletto dai lavoratori.&nbsp;</em></p>
<p class="text-justify"><strong>Cosa ancor più grave è che, a fronte di tali comportamenti, carichi di lavoro e turni continuano a peggiorare giorno dopo giorno e, anno dopo anno, hanno portato a legittimare continue penalizzazioni, contratti da fame e privazione dei diritti.</strong></p>
<p class="text-justify">Come USB lavoro privato alle ultime elezioni RSU con 175 voti ci siamo attestati come primo sindacato tra gli operatori di servizio, praticamente parliamo di chi in azienda vive le peggiori condizioni di lavoro e delle continue ricadute degli accordi sottoscritti dalle sigle sindacali “compiacenti” che non hanno mai rappresentato le reali esigenze dei lavoratori.</p>
<p class="text-center"><strong>Possiamo cambiare le cose, strappiamo le loro tessere, mandiamoli a lavorare!</strong></p>
<p class="text-center"><strong>rifiutiamoci di prestarci a questi continui abusi, possiamo farlo!</strong><br /> <strong>esigiamo che gli accordi sindacali rispecchino le reali giuste rivendicazioni:</strong></p>
<p class="text-justify">•&nbsp;&nbsp; &nbsp;aumenti reali e applicati a tutte le lavoratrici e lavoratori senza ulteriori penalizzazioni dei parametri più bassi;<br /> •&nbsp;&nbsp; &nbsp;una seria e credibile organizzazione del lavoro che non si basi sui continui carichi di lavoro;<br /> •&nbsp;&nbsp; &nbsp;il superamento dei turni a nastro disumani (da buio a buio);<br /> •&nbsp;&nbsp; &nbsp;un reale piano di assunzioni che vada ad equilibrare l’eccesivo ricorso ai turni a straordinario oggi trasformati in turni strutturali;<br /> •&nbsp;&nbsp; &nbsp;il giusto riconoscimento dell’indennità di guida per i mezzi di 18 metri.</p>
<p class="text-center"><strong>Venerdì 15 maggio 2026<br /> sciopero 24 ore Busitalia Sita Nord<br /> unità produttive Campania – Umbria -Veneto</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Rivendichiamo un lavoro e una vita dignitosa!</strong></p>
<p class="text-center"><strong>MANDIAMO A CASA CHI CONTINUA A FIRMARE ACCORDI SULLA NOSTRA PELLE.</strong><br /> &nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 20 Apr 2026 20:39:39 +0200</pubDate>
                        <title>Busitalia e sicurezza TPL: altra sconfitta in appello, prossima tappa Cassazione</title>
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		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/busitalia-e-sicurezza-tpl-altra-sconfitta-in-appello-prossima-tappa-cassazione-2049-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Dopo la sentenza di primo grado a favore della nostra RSU in Busitalia Umbria, lo scorso 13 aprile la corte d’appello di Roma ha confermato il verdetto a favore di Gianluca Liviabella, assistito dall’avvocato Bartolo Mancuso; il contendere era una sospensione dal servizio di 30 giorni per aver rifiutato l’ordine di effettuare una manovra a dir poco pericolosa.</p>
<p class="text-justify">I fatti risalgono ad aprile 2023; Gianluca denunciava formalmente la problematica della pericolosità della manovra ai giardini Oberdan del comune di Todi; non trovò nessun appoggio dalle RSU delle altre sigle sindacali probabilmente intimorite dalle incandescenze del direttore, al quale fu evidenziato che la pericolosità di quella manovra sarebbe stata la causa per la quale il nostro delegato avrebbe fermato il servizio.&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>Detto fatto; sabato 3 giugno, la nostra RSU, veniva comandato a svolgere il turno sulla linea E di Todi e, giunto ai giardini Oberdan, arrestava il servizio in attesa che l’azienda comandasse personale di sussidio alla manovra.</strong></p>
<p class="text-justify">L’azienda forte dei 5 rapporti disciplinari sulla materia, apriva una contestazione che sfociava in 30 giorni di sospensione che, ovviamente, portammo difronte al giudice della sezione lavoro di Roma.</p>
<p class="text-justify">La sentenza di primo grado fu già una grande vittoria, il giudice sentenziò che il lavoratore aveva fatto bene a non effettuare manovre contro il codice della strada, in più sottolineò la giustezza del lavoratore a non rispettare l’ordine di servizio definendolo illegittimo; nonostante una sentenza così chiara e determinata, la società Busitalia decise di ricorrere in appello e così lo scorso 13 aprile, la corte d’appello di Roma sezione lavoro, ha confermato la legittimità della sentenza di primo grado sottolineando, inoltre, &nbsp;che il datore di lavoro non può emettere ordini di servizio in netto contrasto con il codice della strada.&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>Una sentenza </strong>che mette in evidenza quanto poco sia di interesse per l’azienda Busitalia Sita Nord il fattore sicurezza, sia per quanto riguarda gli addetti al servizio sia per l’utenza e cittadini tutti.</p>
<p class="text-center"><strong>Una sentenza </strong>che fa cornice all’arroganza di un sistema corrotto di relazioni sindacali dimostrando che fare sindacato in modo vero e determinato si può, e porta anche i risultati. &nbsp;&nbsp; &nbsp;<br /> <strong>Una sentenza che riguarda tutti!&nbsp;</strong></p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Federazione Regionale Umbria</em><br /> &nbsp; &nbsp;<br /> <br /> &nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 17 Apr 2026 21:22:41 +0200</pubDate>
                        <title>Busitalia Umbria: sempre meno sicurezza, sempre più profitti!</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/busitalia-umbria-sempre-meno-sicurezza-sempre-piu-profitti-2126-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">La ASL di Città di Castello ha messo a conoscenza la nostra federazione Regionale umbra di quanto emerso dall’ispezione nel sopralluogo dello scorso 9 febbraio presso il deposito Busitalia di Città di Castello; l’ispezione faceva riferimento all’assenza dei dispositivi antiscivolo nella scala di servizio; un dato da noi segnalato al Dipartimento di Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro lo scorso 20 gennaio 2026 proprio a seguito di un infortunio subito da un lavoratore.</p>
<p class="text-justify">Dopo la completa indifferenza del Dipartimento di Prevenzione, anche l’intervento delle ASL è risultato decisamente superficiale ed increscioso in quanto, in sintonia con la posizione del RLS della FAISA (Di Girolamo Cristian), negava l’evidenza del pericolo.</p>
<p class="text-justify">Riteniamo che l’intera vicenda sia semplicemente ridicola, se non offensiva:</p><ul> 	<li class="text-justify">Un’azienda che continua a incassare utili milionari ma si rifiuta di investire poche centinaia di euro per mettere in sicurezza una scala di servizio;</li> 	<li class="text-justify">un Dipartimento di Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro che preferisce voltarsi dall’altra parte;</li> 	<li class="text-justify">una ASL che si arrampica su scuse tanto assurde quanto inaccettabili pur di non intervenire;</li> 	<li class="text-justify"><strong>come se non bastasse</strong>, un Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza che, <em>persino dopo un infortunio avvenuto proprio su quella scala</em>, ha pensato bene di gettare acqua sui gradini e percorrerli per dimostrarne la presunta sicurezza.</li> </ul><p class="text-center"><strong>Il risultato? È caduto</strong>, <strong><em>offrendo la prova più evidente e incontestabile dell’esatto contrario.</em></strong></p>
<p class="text-justify">L’ultima novità è arrivata in piena notte di ieri: <strong>improvvisamente la RLS FAISA riconosce il rischio di scivolamento della scala del deposito di Città di Castello, che non riteneva esserci, e ne chiede formalmente la chiusura.</strong></p>
<p class="text-justify">Può essere accettabile una tragicomica come questa al solo scopo di evitare di applicare dei semplici adesivi antiscivolo ad una scala cha ha prodotto un infortunio sul lavoro e potrebbe provocarne ancora?!</p>
<p class="text-justify">Può essere accettabile che dei lavoratori, tra l’altro sottopagati, possono trovarsi a rischio infortunio perché una società che fattura milioni non ritiene utile intervenire in una situazione così elementare?</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato - Federazione Regionale Umbria</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 14 Apr 2026 10:25:01 +0200</pubDate>
                        <title>Busitalia Sita Nord- sciopero del 10 aprile: i lavoratori hanno incrociato le braccia.</title>
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		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/busitalia-sita-nord-sciopero-del-10-aprile-i-lavoratori-hanno-incrociato-le-braccia-1036-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Venerdì 10 aprile, i lavoratori di Busitalia Sita Nord — nelle regioni Campania, Umbria e Veneto — hanno incrociato le braccia per 4 ore. Un segnale forte e inequivocabile: <strong>nessuna resa su salari, diritti e dignità.</strong></p>
<p class="text-justify">Tutti i sindacati firmatari hanno presentato il rinnovo del CCNA come un risultato storico. La realtà è un'altra: si tratta di un contratto scaduto da <strong>sei anni</strong>, rinnovato con aumenti irrisori che non reggono il confronto con il costo della vita. L'ennesima presa in giro.</p>
<p class="text-justify">Nel frattempo, i salari vengono penalizzati, i finanziamenti ai servizi pubblici essenziali vengono tagliati, e le famiglie fanno i conti con prezzi che non smettono di salire — aggravati da un conflitto in Medio Oriente che scarica i suoi costi sui lavoratori; non certo su chi questo conflitto lo ha scelto e/o favorito.</p>
<p class="text-justify"><strong>Questa guerra e questo tipo di accordi non appartengono ai lavoratori che tornano a rivendicare:</strong></p><ol> 	<li class="text-justify"><strong>Aumenti salariali reali</strong>, applicati a tutte le lavoratrici e lavoratori, senza ulteriori penalizzazioni per le categorie con i parametri più bassi.</li> 	<li class="text-justify"><strong>Organizzazione del lavoro seria e sostenibile</strong>, che smetta di scaricare tutto sulle spalle di chi è già al limite.</li> 	<li class="text-justify"><strong>Abolizione dei turni a nastro</strong> da buio a buio: orari disumani che non hanno nulla a che fare con una gestione civile del lavoro.</li> 	<li class="text-justify"><strong>Piano assunzioni concreto</strong>, per uscire dalla logica degli straordinari strutturali e costruire un organico adeguato.</li> 	<li class="text-justify"><strong>Indennità di guida per i mezzi di 18 metri</strong>, per tutte e tutti, senza distinzioni.</li> </ol><p class="text-justify"><strong>Non faremo un passo indietro.</strong></p>
<p class="text-justify">La mobilitazione non si ferma qui; saremo nei depositi, nelle assemblee, nelle piazze utilizzeremo ogni forma di lotta utile a far sentire la voce di chi ogni giorno garantisce un servizio pubblico essenziale.</p>
<p class="text-justify"><em>Coordinamento Nazionale USB Lavoro Privato, settore TPL</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 02 Apr 2026 17:00:07 +0200</pubDate>
                        <title>Busitalia Sita Nord: Veneto -Umbria -Campania; Venerdì 10 aprile è sciopero di 4 ore</title>
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		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/busitalia-sita-nord-veneto-umbria-campania-venerdi-10-aprile-e-sciopero-di-4-ore-1706-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Anno dopo anno, contratto dopo contratto, abbiamo visto continuamente peggiorare le condizioni di lavoro sia in termini di continui aumenti di produttività che in termini economici.</strong></p>
<p class="text-justify">La politica della Società Busitalia e dei sindacati compiacenti non sembra assolutamente raccogliere le istanze dei lavoratori; non accennano a desistere minimamente al puntare tutto sui profitti aziendali senza tener conto della qualità del lavoro, del salario e del servizio reso alla cittadinanza.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Un ulteriore conferma ne è l’accordo siglato lo scorso 11 febbraio, del CCA Busitalia scaduto 6 anni fa; un accordo che doveva segnare un incremento economico significativo che ha invece segnato l’ennesima perdita economica, fuori da ogni contesto accettabile a fronte dell’attuale inflazione.</p>
<p class="text-justify"><strong>FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT, UGLAUTOFERRO, FAISA-CISAL oltre a sottoscrivere questo becero accordo ne hanno rivendicato l’enorme risultato raggiunto; sempre la stessa storia e sempre la stessa situazione, le firme servono solamente a garanzia delle agibilità sindacali di chi firma mentre, per i lavoratori, solo aumento di carichi di lavoro e pochi spiccioli.</strong></p>
<p class="text-justify">Nell’ultima busta paga, quella di marzo, dove si è potuto toccare con mano l’adeguamento tanto sbandierato, i lavoratori pur sforzandosi, non sono riusciti a trovare il <strong>“grande aumento”; </strong>dopo oltre 11 anni <strong>l’adeguamento per i parametri 140 è stato di solo 4 euro</strong> mensili nonostante che l’azienda Busitalia Sita Nord può sbandierare bilanci con attivi milionari. Significative le olimpiadi invernali di Milano Cortina da poco trascorse, per le quali la società ha riportato a casa un bel gruzzolo di profitti mentre per i lavoratori pochi soldi seppur con una bella medaglietta metallica da mettere al collo.</p>
<p class="text-justify"><strong>Le lavoratrici e i lavoratori si rifiutano di prestarsi a questo ennesimo scippo, esigono che venga riaperta una trattativa reale che rispecchi le loro giuste rivendicazioni;</strong></p><ul> 	<li class="text-justify">aumenti reali e applicati a tutte le lavoratrici e lavoratori senza ulteriori penalizzazioni dei parametri più bassi;</li> 	<li class="text-justify">una seria e credibile organizzazione del lavoro che non si basi sui continui carichi di lavoro;</li> 	<li class="text-justify">il superamento dei turni a nastro disumani <em>(da buio a buio);</em></li> 	<li class="text-justify">un reale piano di assunzioni che vada ad equilibrare l’eccessivo ricorso ai turni a straordinario oggi trasformati in turni strutturali;</li> 	<li class="text-justify">il giusto riconoscimento dell’indennità di guida per i mezzi di 18 metri per tutti;</li> </ul><p class="text-justify"><strong>Per tutti questi motivi diamo vita ad un primo sciopero di 4 ore che anticipa lo sciopero dell’intera giornata per vedere riconosciuta la dignità del nostro lavoro e il riconoscimento delle nostre rivendicazioni.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Venerdì 10 aprile è sciopero di 4 ore</strong></p>
<p class="text-center">per tutto il personale dipendente della società Busitalia Sita Nord s.r.l. – Trenitalia Gruppo FS –</p>
<p class="text-center"><strong>nelle unità produttive delle regioni </strong><strong>Veneto – Umbria- Campania</strong></p>
<p class="text-center"><strong>dalle ore 20:01 alle ore 24:00 del giorno 10 aprile 2026</strong></p>
<p class="text-center">NULLA DI QUELLO CHE È STATO SOTTOSCRITTO IN QUESTO RINNOVO CONTRATTUALE AZIENDALE RAPPRESENTA LE ASPETTATIVE DEI LAVORATORI</p>
<p class="text-center"><strong>Partecipa allo sciopero.</strong></p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, settore TPL -&nbsp;</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 17 Mar 2026 20:33:32 +0100</pubDate>
                        <title>Azienda Ospedaliera di Terni: Attraverso la mobilitazione USB ottiene l&#039;impegno ad un incontro</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/azienda-ospedaliera-di-terni-attraverso-la-mobilitazione-usb-ottiene-limpegno-ad-un-incontro-2042.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">​<strong>TERNI</strong>&nbsp;– Il 16/03/26 si è concluso con un esito positivo il tentativo di conciliazione tra la&nbsp;<strong>USB (Unione Sindacale di Base)</strong>&nbsp;e i vertici dell’<strong>Azienda Ospedaliera &quot;S. Maria&quot; di Terni</strong>, svoltosi presso il Palazzo del Governo alla presenza della Prefetta dott.ssa &nbsp;A. Orlando.</p>
<p class="text-justify">​L’incontro, resosi necessario a seguito della proclamazione dello stato di agitazione da parte della USB, ha portato la scrivente a sospendere la mobilitazione&nbsp;di fronte &nbsp; all’accettazione di concreta disponibilità manifestata dall’Azienda nell’affrontare tutte le criticità sollevate dal personale sanitario e rappresentate dalla delegazione della USB.</p>
<p class="text-justify">​Durante il confronto, l’Azienda Ospedaliera, nella persona del D.G. dott. A. Casciari ( coadiuvato dalla&nbsp; D.A. dott.ssa Sarnari, &nbsp;dal&nbsp; D.S. dott. Montemurro e dal suo staff) ha assunto &nbsp;impegni precisi su temi cruciali per la tenuta del servizio sanitario pubblico:</p><ul> 	<li class="text-justify">​<strong>Piano assunzionale:</strong>&nbsp;impegno a velocizzare le procedure per il turnover e la copertura, nel rispetto dei limiti di budget prestabiliti, delle carenze organiche che oggi gravano pesantemente sul personale in servizio.</li> 	<li class="text-justify">​<strong>Miglioramento delle condizioni di lavoro:</strong>&nbsp;apertura al confronto su turnistica e carichi di lavoro, con l’obiettivo di tutelare il benessere psicofisico dei dipendenti e la sicurezza delle cure. Il Direttore dott. Casciari, comunque, sottolinea che ha già avviato alcune iniziative per migliorare i servizi e le condizioni lavorative dei dipendenti, ma ha assicurato la disponibilità ad approfondire anche &nbsp;comportamenti non consoni nei confronti del personale.</li> </ul><p class="text-justify">Come USB accogliamo con favore la disponibilità del D.G. dell'Azienda, emersa in sede prefettizia,&nbsp; nel venire incontro alle e</p>
<p class="text-justify">sigenze dei dipendenti e ai bisogni dei cittadini.&nbsp;L'accettazione della conciliazione rappresenta, da parte nostra, un atto di responsabilità, in quanto abbiamo ottenuto l’apertura di un tavolo&nbsp; di confronto con data già fissata per il 23/03/26. Con la sottoscrizione del verbale, lo stato di agitazione viene temporaneamente sospeso. Qualora &nbsp;alle parole non dovessero seguire i fatti, saremo pronti a riprendere la mobilitazione senza esitazioni. <strong>La salute pubblica e i diritti di chi lavora non sono negoziabili!</strong> La USB continuerà a vigilare quotidianamente nelle corsie dell’ospedale affinché gli impegni assunti davanti alla dott.ssa Orlando vengano onorati nel più breve tempo possibile.</p>
<p class="text-justify">Inoltre, siamo sempre in attesa che la Presidente della Giunta regionale ponga fine ai grandi disagi della popolazione e produca gli atti indispensabili affinché in tutti i territori dell’Umbria si concretizzi la sua promessa: <strong>“la Sanità Pubblica al primo posto”.</strong></p>
<p class="text-justify"><em>USB Federazione Regionale Umbria</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 08 Mar 2026 18:01:24 +0100</pubDate>
                        <title>Busitalia Umbria: un incidente annunciato</title>
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		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/busitalia-umbria-un-incidente-annunciato-1806-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Nella tarda mattinata di sabato 7 marzo, due conducenti diretti a Cortina per lavoro presso i giochi olimpici, sono stati coinvolti in un bruttissimo incidente; per fortuna salvi se pur con gravi conseguenze; <strong>a loro il nostro forte augurio di pronta e veloce guarigione.</strong></p>
<p class="text-justify">Il bruttissimo incidente ha visto sfiorare il peggio per i due nostri colleghi riproponendo<strong>, nel peggiore dei modi,</strong> il problema delle lavoratrici e lavoratori che, sempre più spesso, si vedono costretti a lavorare fuori residenza per intere settimane svolgendo turni di 10 o 12 ore di nastro rasentando spesso l’impegno giornaliero di lavoro; spesso saltando i riposi prestando servizi che non richiedono la scheda tachigrafica.</p>
<p class="text-justify">Un fenomeno troppo diffuso nel settore e da noi sempre denunciato; in particolar modo nelle aziende private dove si concentrano maggiormente accordi e contratti penalizzanti, salari da fame a beneficio degli enormi profitti aziendali; un vero e proprio “sistema “che spinge a produrre sempre di più anche in barba alle norme basilari sulla sicurezza del lavoro e del servizio reso alla cittadinanza.</p>
<p class="text-justify">USB Lavoro Privato è dal giugno del 2022 che ha aperto questo contenzioso con la società Busitalia Umbria; ogni tentativo di affrontare la problematica sul rispetto delle normative che regolamentano la guida dei mezzi di trasporto persone, <strong>è stato vano.&nbsp; </strong>L’azienda ha continuato a perseverare nel suo modus operandi e, per questo, a maggio 2023, abbiamo segnalato il tutto all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di competenza; <strong>anche da quest’ultimo abbiamo registrato un assordante silenzio.</strong></p>
<p class="text-justify">Ma cosa deve ancora accadere per poter intervenire su una gestione corretta delle normative sulla sicurezza sul lavoro e sulla gestione di un servizio pubblico essenziale?</p>
<p class="text-justify">Dove vuole arrivare la società Busitalia? Nei suoi profitti, quanto pesa la vita dei lavoratori e quanto l’incolumità dei cittadini?</p>
<p class="text-justify">Chiameremo in causa anche l’INAIL, si farà vedere? Si farà sentire?</p>
<p class="text-justify">L’Ispettorato Territoriale del Lavoro di competenza, cosa fa? Quale funzione svolge se difronte a tutto ciò preferisce tapparsi occhi e orecchie?</p>
<p class="text-justify">La politica tanto indaffarata alla sua visibilità nei periodi di campagna elettorale, difronte a tutto questo cosa fa? Esiste?</p>
<p class="text-justify"><strong>È necessario che le lavoratrici e lavoratori si organizzino per rispondere alla negligenza dell’azienda, all’inerzia delle istituzioni, alla poltroneria della politica.</strong></p>
<p><em>&nbsp;USB Lavoro Privato -&nbsp;Federazione Regionale Umbria</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 04 Mar 2026 14:36:40 +0100</pubDate>
                        <title>Vertenza di USB a Obedience to life: vince la dignità delle lavoratrici</title>
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		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/vertenza-di-usb-a-obedience-to-life-vince-la-dignita-delle-lavoratrici-1444.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Ripristinato il pieno rispetto del CCNL, recuperate le spettanze arretrate; le procedure di sciopero si chiudono con la soddisfazione delle lavoratrici e del sindacato USB Lavoro Privato, che ha seguito la vertenza nei confronti della società <em>Obedience to life</em>, incaricata da <em>Casa Vincenziana Impresa Sociale,</em> della gestione del Centro il Girasole a Morrano, Orvieto.</strong></p>
<p class="text-justify">Dopo settimane di trattative, gestite con grande senso di responsabilità dalle lavoratrici, l’azienda ha sottoscritto un accordo che garantisce il pieno rispetto del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e il saldo integrale di tutti gli oneri pregressi che erano rimasti insoluti.</p>
<p class="text-justify">La vicenda ha avuto inizio a novembre 2025, quando alcune lavoratrici hanno sollevato la questione del mancato rispetto del CCNL, facendo luce su una situazione di perdurante irregolarità, che si trascinava da anni; l’azienda ha tentato di eludere le proprie responsabilità contrattuali dichiarando l’impossibilità di applicare il CCNL appellandosi ad una presunta mancanza di liquidità e, ancor più grave, affermando di non essere a conoscenza di quanto previsto nel CCNL.</p>
<p class="text-justify">A fronte del palese operato illegittimo ha annunciato l’imminente chiusura per crisi economica tentando anche un estremo tentativo di precarizzazione, suggerendo ai dipendenti di rassegnare le dimissioni volontarie per essere riassunti direttamente in <em>Casa Vincenziana Impresa Sociale</em>, ma con la specifica che si sarebbero proposte delle condizioni contrattuali peggiorative, al fine di renderle sostenibili per l’azienda e “salvare il Centro il Girasole”, scaricando di fatto la responsabilità delle loro mancanze sui dipendenti.</p>
<p class="text-justify">Il tavolo di confronto è sto impegnativo, invece di entrare nel merito delle proposte, la società ha &quot;tergiversato&quot;, adducendo a mancati introiti e arrivando a chiedere alle lavoratrici stesse quali fossero i punti del CCNL da adeguare, come se la dirigenza non conoscesse i propri doveri legali e contrattuali.</p>
<p class="text-justify"><strong>Solo la determinazione delle lavoratrici impegnate nella vertenza, ha reso possibile chiudere la questione con un accordo positivo su tutti i fronti; se non fossero state loro a sollevare la questione con forza e a denunciarne le irregolarità, l’azienda non avrebbe mai affrontato la situazione, continuando a operare fuori dalle regole a discapito dei diritti minimi garantiti.</strong></p>
<p class="text-justify"><strong>L’intesa siglata prevede:</strong></p><ul> 	<li class="text-justify"><strong>L’applicazione integrale a partire da gennaio 2026</strong> delle tabelle retributive e delle tutele previste dal CCNL di categoria (ad esclusione del fondo previdenziale, non attivo, ma del quale l’azienda incredibilmente non sapeva nulla).</li> 	<li class="text-justify"><strong>Il piano di rientro certo</strong> per il saldo di tutte le spettanze arretrate e non versate.</li> 	<li class="text-justify"><strong>Il mantenimento dei livelli occupazionali,</strong> senza soluzioni di continuità o passaggi a contratti peggiorativi.</li> </ul><p class="text-justify">Questa vittoria dimostra che una presunta crisi non può e non deve diventare un alibi per calpestare i diritti di chi lavora. La mobilitazione di alcune lavoratrici della <em>Obedience to life</em> resta un esempio di come la vigilanza attiva e l’unità sindacale siano gli unici strumenti capaci di riportare la legalità e la dignità all'interno dei luoghi di lavoro.</p>
<p class="text-justify">Questo accordo non è solo una vittoria economica, ma la dimostrazione che, quando si riconosce la dignità del lavoro, è possibile evitare derive per le aziende e per i dipendenti; tuttavia, il sindacato non abbassa la guardia: &quot;Attiveremo un monitoraggio rigoroso e costante su ogni singola scadenza prevista dall’accordo; vigileremo con estrema attenzione affinché quanto concordato venga rispettato nei tempi e nei modi stabiliti. <strong>I diritti delle lavoratrici non sono negoziabili.</strong>&quot;</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Federazione Regione Umbria</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 02 Mar 2026 18:06:59 +0100</pubDate>
                        <title>Busitalia: rinnovo del Contratto Collettivo Aziendale; l’azienda può ritenersi soddisfatta, i lavoratori tornano ad incrociare le braccia</title>
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		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/busitalia-rinnovo-del-contratto-collettivo-aziendale-lazienda-puo-ritenersi-soddisfatta-i-lavoratori-tornano-ad-incrociare-le-braccia-1816-1-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Si apre la mobilitazione in tutte le sedi della società Busitalia, Campania, Umbria e Veneto per contestare un accordo contrattuale che non restituisce dignità ai lavoratori né potere d’acquisto ai salari.</p>
<p class="text-justify">Retribuzioni da fame che non rispecchiano minimamente il valore del lavoro svolto, le responsabilità che comporta, tantomeno l’inflazione economica che pesa sulla vita delle famiglie.&nbsp;</p>
<p class="text-justify">Ancora una volta un accordo che continuerà a spingere verso la fuga da questo lavoro e soprattutto da questa azienda sapendo, inoltre, che a breve si andrà a trattare la parte normativa; come sempre succede negli accordi di secondo livello, gli stessi firmatari andranno a cedere produttività in cambio di pochi euro.</p>
<p class="text-justify">Le lavoratrici e i lavoratori si rifiutano di prestarsi a questo ennesimo scippo, esigono che venga riaperta una trattativa reale che rispecchi le loro giuste rivendicazioni;</p><ul> 	<li class="text-justify"><strong>aumenti reali e applicati a tutte le lavoratrici e lavoratori senza ulteriori penalizzazioni dei parametri più bassi; </strong></li> 	<li class="text-justify"><strong>una seria e credibile organizzazione del lavoro che non si basi sui continui carichi di lavoro;</strong></li> 	<li class="text-justify"><strong>il superamento dei turni a nastro disumani <em>(da buio a buio);</em></strong></li> 	<li class="text-justify"><strong>un reale piano di assunzioni che vada ad equilibrare l’eccesivo ricorso ai turni a straordinario oggi trasformati in turni strutturali;</strong></li> 	<li class="text-justify"><strong>il giusto riconoscimento dell’indennità di guida per i mezzi di 18 metri;</strong></li> </ul><p class="text-justify">È questo il contesto nel quale gli addetti al settore della società Busitalia rigettano l’elemosina elargita attraverso meccanismi che vedono pochi spiccioli muoversi tra buoni pasto, indennità ed articoli contrattuali vari fino ad arrivare al welfare aziendale.</p>
<p class="text-justify"><strong>NULLA DI QUELLO CHE È STATO SOTTOSCRITTO IN QUESTO RINNOVO CONTRATTUALE AZIENDALE RAPPRESENTA LE ASPETTATIVE DEI LAVORATORI.</strong></p>
<p class="text-justify">È inaccettabile che queste aziende private che ricevono milioni di euro di denaro pubblico continuino a saccheggiare i cittadini con tariffe alte, tagli al servizio, aggredendo, tra l'altro, la qualità della vita di ogni singola lavoratrice e lavoratore, oltretutto senza alcun intervento utile per la sicurezza del personale front line.</p>
<p class="text-justify"><strong>USB Lavoro Privato e ADL Cobas raccolgono e rilanciano le legittime rivendicazioni dei lavoratori della società Busitalia; </strong>provvederanno ad aprire formalmente le procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalle normative e leggi che regolamentano l’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali; un passaggio obbligato che darà la possibilità all’azienda e alle sigle sindacali che con essa hanno condiviso questo accordo contrattuale di fare un attento esame di quanto sottoscritto.</p>
<p class="text-center"><strong>LE LAVORATRICI, I LAVORATORI NON FARANNO UN PASSO INDIETRO;</strong></p>
<p class="text-center"><strong>USB Lavoro Privato – ADL Cobas sono al loro fianco</strong></p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><em>&nbsp;USB Lavoro Privato -Coordinamento Nazionale settore TPL</em></p>
<p class="text-justify"><strong><em>* documento pdf in allegato</em></strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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			</item>
                
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                        <pubDate>Wed, 18 Feb 2026 22:40:56 +0100</pubDate>
                        <title>I lavoratori di Busitalia Umbria rifiutiamo la logica imprenditoriale: “troppi utili per le aziende e pochi spiccioli per i lavoratori”.</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/i-lavoratori-di-busitalia-umbria-rifiutiamo-la-logica-imprenditoriale-troppi-utili-per-le-aziende-e-pochi-spiccioli-per-i-lavoratori-2248-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Busitalia può ritenersi soddisfatta delle relazioni industriali intraprese, ma i lavoratori potranno ritenersi ugualmente soddisfatti?</strong></p>
<p class="text-justify">Dopo 7 anni di vacanza contrattuale, lo scorso 11 febbraio, è stato sottoscritto l’adeguamento economico del nuovo CCA Busitalia; a porre la loro firma, il solito insignificante esercito di sigle sindacali FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT, FAISA-CISAL E UGL Autoferro, insomma all’azienda Busitalia <strong>“piace vincere facile”.</strong></p>
<p class="text-justify">L’aumento della quota welfare da 110 a 200 euro torna a segnare l’ennesima perdita di servizi nel raggiro delle tassazioni; <strong>tipica speculazione da parte delle aziende private. </strong></p>
<p class="text-justify">Ancora una volta sentiamo riecheggiare la fatidica frase <strong>“meglio questo che niente”;</strong> una frase che ha accompagnato ininterrottamente le lavoratrici e i lavoratori negli ultimi 35 anni producendo una enorme perdita di potere d’acquisto dei salari trascinandoli ad affermarsi tra i più bassi d’Europa.</p>
<p class="text-justify"><strong>A condire il tutto la grande beffa;</strong> mentre l’Europa cammina verso la riduzione dell’orario di lavoro a 32 ore settimanali, noi ci troviamo a fare i conti con chi, sul tavolo della contrattazione, cede con estrema leggerezza <strong>l’aumento progressivo di produttività.</strong></p>
<p class="text-justify">Tutto questo ha aggredito pesantemente i lavoratori della società Busitalia, la loro qualità della vita, quella delle loro famiglie attraverso salari bassi e la completa assenza di un dignitoso equilibrio di conciliazione <strong>vita-lavoro </strong>ma, nel contempo abbiamo visto diventare Busitalia, <em>già facente parte del gruppo FS</em>, da società controllata di Trenitalia, oggi, a tutti gli effetti un’azienda parte integrante.</p>
<p class="text-justify">Questa vicenda imprenditoriale, all’inizio, aveva fatto ben sperare nel futuro i lavoratori “poveri” del gruppo FS ma ci hanno pensato da subito gli stessi sindacati firmatari a mettere le cose in chiaro; hanno firmato economie diverse per i lavoratori dei due vettori di trasporto, creando volutamente lavoratori di classe A e lavoratori di classe B.</p>
<p class="text-justify">Non è certamente così che si mette un argine alla fuga di lavoratori dal settore autoferrotranvieri, da questo lavoro si scappa proprio a seguito del fatto di essere una categoria sottopagata con una flessibilità e disponibilità oraria che impegna l’intera giornata,</p>
<p class="text-justify">Supponiamo sia per non smentirsi che, anche in questo rinnovo contrattuale, le sigle firmatarie hanno confermato la determinazione di due regimi salariali; a partire dai buoni pasto i quali, a regime da gennaio 2027, sarà di 8 euro per gli uni e di 10,5 euro per gli altri fino ad arrivare all’aumento ridicolo per i lavoratori del movimento, <strong>soprattutto dei più poveri al parametro 140</strong>, che a fronte di un’inflazione&nbsp; mediamente intorno al 6/7% annuo, si ritroveranno un aumento in busta paga di poco superiore a 50 euro.</p>
<p class="text-justify"><strong>Basta!</strong>&nbsp;è necessario da subito andare a redistribuire la ricchezza che le aziende private continuano ad incassare dai finanziamenti pubblici, è necessario da subito che i salari, come da sempre affermiamo, vedano un adeguamento reale al costo della vita.</p>
<p class="text-center"><strong>Rivendichiamo che il salario minimo sia adeguato al costo reale della vita.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Subito 2000 euro netti in busta paga come salario minimo!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Federazione Regionale Umbria</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Mon, 02 Feb 2026 15:25:11 +0100</pubDate>
                        <title>Sanità umbra al collasso: promesse disattese, sicurezza ignorata. I lavoratori non reggono più.</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/sanita-umbra-al-collasso-promesse-disattese-sicurezza-ignorata-i-lavoratori-non-reggono-piu-1533.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un anno di governo, la Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti non ha mantenuto gli impegni presi con cittadini e lavoratori. La sanità regionale è in affanno, il personale è allo stremo e la sicurezza nei luoghi di lavoro è diventata un optional.</p>
<p>Assunzioni: un fallimento annunciato!</p>
<p>Le 711 assunzioni promesse entro il 2025 sono rimaste sulla carta. I dati ufficiali dell’Assemblea legislativa parlano chiaro: solo 284 unità reclutate, appena il 40% dell’obiettivo. La Presidente aveva &nbsp;ammesso l’impossibilità di rispettare una programmazione certa, citando problemi strutturali: stipendi non competitivi, turnover elevato e difficoltà nel coprire le aree interne. Una resa totale alle politiche delle compatibilità economiche che, nonostante il quadro nazionale non aiuti e la fallimentare gestione Tesei, smentiscono la narrazione di una sanità in ripresa e di rispetto dei diritti. &nbsp;La verità è semplice: la Giunta regionale non è stata in grado di mantenere ciò che ha promesso, con la conseguenza che i problemi non &nbsp;risolti poi si accumulano, aggravando una situazione già deteriorata.</p>
<p>Sicurezza sul lavoro: norme esistono, ma nessuno le fa rispettare!</p>
<p>Le leggi ci sono, i protocolli anche. Ma nei reparti e nei Pronto Soccorso umbri regna il caos. La carenza di personale e l’afflusso incontrollato di pazienti rendono impossibile garantire condizioni di lavoro sicure. Ciascun&nbsp; infermiere segue anche 15/20 pazienti per turno, il doppio dello standard ottimale internazionale. Gli OSS, in numero ridicolo (addirittura fino a 1 per 30 pazienti), vengono spinti a svolgere mansioni infermieristiche senza la qualifica necessaria, con responsabilità che non dovrebbero ricadere su di loro. Queste scelte arrivano dagli uffici infermieristici. La Regione lo sa. E lo permette. Le aggressioni verbali da utenti, familiari e perfino da personale con funzioni organizzative, sono ormai quotidiane. La formazione per gestire situazioni critiche è insufficiente. Il risultato è un ambiente di lavoro insicuro, logorante e pericoloso.</p>
<p>Pronto Soccorso: personale allo stremo, rete dell’emergenza-urgenza &nbsp;smantellata!</p>
<p>&nbsp;Da oltre tre anni, in particolare, &nbsp;il Pronto Soccorso di Terni è schiacciato da un afflusso ingestibile, causato dal depotenziamento della rete emergenza-urgenza della USL Umbria 2 (Spoleto–Narni–Amelia). Ora emergono notizie di un possibile ridimensionamento anche a Orvieto. Gli operatori sanitari e socio-sanitari sono sottoposti ad un notevole stress con un aumento di richieste di aiuto psicologico. La Presidente continua a fornire numeri, ma non una sola soluzione concreta. Intanto, 800.000 euro di indennità per i Pronto Soccorso restano inspiegabilmente bloccati in Regione. Soldi che spettano ai lavoratori, fermi senza motivo.</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 27 Jan 2026 12:01:54 +0100</pubDate>
                        <title>Orvieto, Obedience to Life: mancato rispetto del CCNL e preoccupazione per le proposte aziendali. La denuncia di Unione Sindacale di Base</title>
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		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/orvieto-obedience-to-life-mancato-rispetto-del-ccnl-e-preoccupazione-per-le-proposte-aziendali-la-denuncia-di-unione-sindacale-di-base-1247.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">L’Unione Sindacale di Base denuncia una situazione di perdurante irregolarità nei rapporti di lavoro all’interno dell’azienda&nbsp;<strong>Obedience to Life&nbsp;</strong>incaricata,<strong> </strong>da<strong> Casa Vincenziana </strong>Impresa sociale, della gestione del <strong>Centro il Girasole&nbsp;</strong>che opera su l'educazione, riabilitazione e formazione per l'età evolutiva.</p>
<p class="text-justify">Da alcuni anni, non risulta applicato in maniera completa il Contratto Collettivo Nazionale vigente, sia per quanto riguarda i livelli retributivi, sia per alcuni istituti normativi e contrattuali previsti, situazione che ha portato a insoluti economici nei confronti dei dipendenti, tra cui aumenti non corrisposti e altre spettanze maturate.</p>
<p class="text-justify">Le lavoratrici, già dall’autunno dello scorso anno, avevano portato le numerose criticità all’attenzione dell’azienda, con l’auspicio di giungere quanto prima ad una soluzione condivisa, dimostrando in tal senso un forte senso di responsabilità sia verso la società per cui lavorano, sia nei confronti degli utenti del Centro e delle loro famiglie. Consapevolezza ribadita in seguito anche nell’incontro tra l’azienda, le lavoratrici e la rappresentanza sindacale avvenuto a metà gennaio.</p>
<p class="text-justify"><strong>Obedience to Life</strong>, altresì, fin dai primi incontri con le lavoratrici e poi anche in seguito, ha esplicitato a chiare lettere l’impossibilità di applicare integralmente il CCNL, adducendo in tal senso una presunta crisi aziendale sotto il profilo economico-finanziario.</p>
<p class="text-justify"><strong>Unione Sindacale di Base denuncia pertanto anche il grave atteggiamento dell’azienda che, soltanto dopo le segnalazioni delle lavoratrici, ha riconosciuto le mancanze contrattuali, che quindi solo in questa fase è stato possibile documentare come “in essere” già da diversi anni.</strong></p>
<p class="text-justify">Nella settimana appena trascorsa, l’azienda ha convocato tutti i dipendenti per illustrare la situazione generale, esplicitando ulteriormente l’impossibilità di procedere come da contratto vigente, proponendo una “soluzione” inaccettabile per le lavoratrici nelle modalità di eventuale termine dell’attuale rapporto e, in prospettiva, anche peggiore delle mancanze fin qui acclarate, ovvero il riassorbimento del personale in un’altra impresa attraverso un contratto definito <strong>(cit.) “<em>sostenibile per l’azienda</em>”</strong> che come tale, constatato il <strong>“<em>modus operandi”</em> </strong>fin qui praticato, ci preoccupa fortemente in termini di condizioni di lavoro, garanzie, salari e tutele previdenziali.</p>
<p class="text-justify"><strong>l'Unione Sindacale di Base ribadisce che il rispetto del CCNL non è derogabile né negoziabile</strong> <strong>al ribasso</strong>, rappresenta un riferimento imprescindibile per la tutela del lavoro e non può essere aggirato o applicato parzialmente. L’eventuale ricorso ad “altre soluzioni contrattuali” rischia di creare un precedente grave: <strong>qualsiasi soluzione che passi, più o meno consapevolmente, dalla riduzione delle tutele e dalla precarizzazione del lavoro, non può essere condivisa in alcun modo.</strong></p>
<p class="text-justify">Vista l’assenza di proposte concrete da parte dell’azienda nel merito del rispetto del contratto,&nbsp; del recupero delle spettanze e il mantenimento della qualità dei servizi, <em>di per cui il Centro è per altro noto grazie alle professionalità espresse dai dipendenti</em>, è stato proclamato lo stato agitazione attraverso l’attivazione delle procedure previste dalle normative vigenti a salvaguardia dell’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali.</p>
<p class="text-justify">L’Unione Sindacale di Base, <em>nonostante tutto</em>, rinova la disponibilità a valutare soluzioni condivise e condivisibili; <strong>diversamente, in mancanza di riscontri, la vertenza seguirà il suo corso nelle sedi opportune, nelle quali pretenderemo appieno il riconoscimento dei diritti fin qui negati.</strong></p>
<p class="text-justify"><em>Unione Sindacale di Base, federazione Umbria</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 20 Jan 2026 20:19:52 +0100</pubDate>
                        <title>Busitalia Sita Nord S.r.l. DRU:  tanto noleggio… poco servizio di Trasporto Pubblico Locale</title>
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		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/busitalia-sita-nord-srl-dru-tanto-noleggio-poco-servizio-di-trasporto-pubblico-locale-2023.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Non possiamo rimanere silenti difronte all’ennesimo gioco delle parti tra azienda e sindacati firmatari, gioco che, come sempre ne faranno le spese i lavoratori.</strong></p>
<p>Lo scorso 9 gennaio, pochi giorni prima della partenza dei lavoratori di Busitalia per effettuare i servizi a noleggio per i giochi olimpici, è stato necessario alzare la voce difronte ad una pagliacciata nel merito dell’accordo che avrebbe dovuto quantificare le economie e stabilire le modalità della trasferta per il personale impegnato; un incontro durante il quale, azienda e sindacati firmatari, giocavano ad un vergognoso pingpong nel quale era evidente che non vi fosse ancora nulla di definito.</p>
<p>&nbsp;Per l’ennesima volta siamo stati costretti allo scontro costringendo il direttore ad un collegamento lampo con il responsabile relazioni industriali, dott. Roberto Mancini, che appariva “dormire sonni tranquilli” basandosi su fantomatici accordi verbali con il comitato olimpico a garanzia di vitto e alloggio ai lavoratori in trasferta.</p>
<p><strong>Una pianificazione dell’organizzazione del servizio che arriva fortemente in ritardo; probabilmente un ritardo dovuto perché, <em>sindacati amici ed azienda,</em> erano troppo impegnati nello stilare la graduatoria dell’ultimo concorso da 193 che, tra l’altro, ancora non è stata ufficializzata.</strong></p>
<p>La solita inefficienza, superficialità di un’azienda che dovrebbe essere maggiormente attenta e capace a svolgere il servizio pubblico essenziale del TPL e che, invece, è sempre più lanciata nel mercato di servizi da noleggio.</p>
<p>Continua indisturbata a fare cassa distraendo i mezzi dai servizi di linea, (<em>servizi</em> <em>già pagati dalla regione Umbria)</em> costringendo i lavoratori che rimangono a garantire i servizi cittadini a lavorare con mezzi obsoleti e con maggiori carichi di lavoro.</p>
<p>Emerge sempre più chiaramente che affidare i servizi pubblici essenziali ai privati significa commettere un errore madornale; le aziende hanno come interesse primario gli utili di bilancio, utili che poco hanno a che vedere con la garanzia del servizio per gli studenti, operai e cittadini.&nbsp; &nbsp; &nbsp;</p>
<p><em>USB Lavoro Privato,&nbsp;Federazione Regionale Umbria </em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 04 Jan 2026 18:27:46 +0100</pubDate>
                        <title>Busitalia Umbria: Martedì 13 gennaio sciopero 24 ore  Presidio Piazza Italia (Perugia) ore 9,30</title>
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		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/busitalia-umbriamartedi-13-gennaio-sciopero-24-ore-presidio-piazza-italia-perugia-ore-930-1833-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify"><strong>Bus Italia svolge il servizio in modo illegittimo da circa sei anni; questa volta ad evidenziare l’illecito è la Corte dei Conti. &nbsp;</strong></p>
<p class="text-justify">Infatti, scaduto il contratto di servizio nel 2020, alla società Busitalia viene regolarmente rinnovata la cessione diretta del servizio dalla regione Umbria. Ovviamente la Corte dei Conti, in linea con la politica, sollecita le gare di appalto ma lo fa evidenziando l’atto illegittimo della <strong>cessione diretta dei servizi ad un’azienda privata quale è Busitalia,</strong> mentre gli stessi possono essere ceduti in house ad un’azienda pubblica, magari di rilevanza regionale.</p>
<p class="text-justify">Le norme sono chiare, come di fatto è chiara la posizione di questa amministrazione regionale che, in barba del mandato dei cittadini prosegue sulla strada tracciata dalla vecchia amministrazione regionale a guida Tesei.</p>
<p class="text-justify"><strong>Oggi è l’assessore De Rebotti</strong> a rassicurare la corte dei conti che le gare si svolgeranno entro giugno 2026 nonostante le mobilitazioni ampiamente partecipate dai lavoratori del settore e dai cittadini che rivendicano l’affidamento diretto all’azienda regionale pubblica.</p>
<p class="text-justify">Avevamo perso da subito le speranze del cambio di rotta di questa amministrazione regionale; da subito confermava le gare d’appalto del TPL con il possibile frazionamento dei servizi a più aziende e soprattutto con la possibilità di subappalto fino al 49%.</p>
<p class="text-center"><strong>USB Lavoro Privato continua a dire il proprio NO alle gare d’appalto </strong></p>
<p class="text-center"><strong>Subito cessione in house dei servizi all’azienda pubblica regionale</strong></p>
<p class="text-justify">Anche nel taglio dei servizi estivi, dove rimangono completamente senza autobus intere zone dell’Umbria, l’attuale amministrazione ha continuato sulla strada tracciata dall’assessore Melasecche; tagli palesemente studiati al fine di agevolare altri servizi privati <em>(vedi corse treno)</em>, chiaramente tutto sulle spalle di lavoratori ma soprattutto a danno dei cittadini che non hanno più i servizi nel periodo non scolastico.</p>
<p class="text-center"><strong>Altro che gare d’appalto! bisogna investire economie su chi lavora&nbsp;</strong><strong>e soprattutto aumentare i salari dei nuovi assunti</strong></p>
<p class="text-justify">Queste sono le nostre richieste che da anni poniamo su tutti i tavoli di confronto; oggi quello del autoferrotranviere è un lavoro dal quale si fugge perché fortemente stressante e mal retribuito <em>(mese di Dicembre 18 licenziamenti in Umbria)</em>, mentre le aziende private continuano a fare utili da capogiro.</p>
<p class="text-center"><strong>Vogliamo che i servizi tornino in mani pubbliche, più servizi per i cittadini e tariffe calmierate;</strong></p>
<p class="text-center"><strong>più salario ai lavoratori e turni di lavoro dignitosi.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Martedì 13 gennaio scioperiamo - presidio ore 9,30 Piazza Italia a Perugia</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">USB Lavoro Privato,&nbsp;<em>Federazione Regionale Umbria</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 09 Dec 2025 21:02:43 +0100</pubDate>
                        <title>SO.GE.PU. Città di Castello, Perugia; nuovo contratto di secondo livello per i lavoratori dell’igiene ambientale: non possiamo che esprimere la nostra contrarietà</title>
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		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/sogepu-citta-di-castello-perugia-nuovo-contratto-di-secondo-livello-per-i-lavoratori-delligiene-ambientale-non-possiamo-che-esprimere-la-nostra-contrarieta-2105.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Sono mesi che USB lavoro privato, già firmataria di accordi di secondo livello nella società SO.GE.PU., sta chiedendo incontri per la definizione del nuovo contratto di secondo livello;&nbsp;<strong>l’azienda lo concede… ma a giochi fatti</strong>!</p>
<p class="text-justify">Infatti, dopo ripetuti incontri con i sindacati “compiacenti”, spianata la strada ad una loro mediazione di comodo, <em>che ad oggi risulta essere l’ennesima “Bastonata” per i lavoratori,</em> arriva la convocazione per lunedì 15 dicembre.</p>
<p class="text-justify">Quello che trapela è che sul tavolo troveremo un accordo che mira a cedere nuovamente produttività in cambio di pochi centesimi; buoni pasto, che hanno la consistenza di buoni colazione, indennità non riconosciute in modo imparziale a tutti i lavoratori pur trovandosi essi a svolgere le stesse mansioni…<strong><em>insomma, figli e figliastri.</em></strong></p>
<p class="text-justify">Politica aziendale decisamente fallimentare, quella della società <strong>SO.GE.PU</strong>., palesemente incapace di affrontare le problematiche che i lavoratori incontrano tutti i giorni sulla propria pelle; carichi di lavoro massacranti e ripetitivi, sempre maggiore esposizione a malattie alle quali, <em>invece di trovare una risposta</em>, si pretende di arginare il problema con irrisori premi sulla presenza.</p>
<p class="text-justify"><strong>Una politica fallimentare</strong> comprovata fin dalla scelta di esternalizzare parte del servizio pubblico attraverso la creazione di <strong>SOG.ECO. S.r.l</strong>.; una volgare privatizzazione che, con il consueto obbiettivo di risparmiare sul costo del lavoro, costruisce un nuovo bacino di lavoratori ulteriormente penalizzati nel salario e nei diritti.</p>
<p class="text-center"><strong>NO al lavoro povero</strong></p>
<p class="text-center"><strong>NO al contratto di secondo livello che non affronta le reali esigenze dei lavoratori </strong></p>
<p class="text-center"><strong>No alle disuguaglianze; stesso lavoro stesso salario</strong></p>
<p class="text-center"><strong>LA TRATTATIVA DEGLI ACCORDI DI SECONDO LIVELLO&nbsp;</strong><strong>DEVE TORNARE ALLE RSU.</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Federazione Regionale Umbria&nbsp; </em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 20 Nov 2025 18:28:34 +0100</pubDate>
                        <title>TPL regione Umbria: tutti muti sulla minaccia del subappalto</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/tpl-regione-umbria-tutti-muti-sulla-minaccia-del-subappalto-1836-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Abbiamo più volte denunciato di come molte OO.SS., soprattutto FILT-CGIL, abbiano sposato le scelte di questa nuova amministrazione regionale in merito alle future gare d’appalto del tpl nella regione Umbria; una condivisione giustificata dalla possibilità di poter affidare anche ad un unico soggetto i quattro lotti messi a gara. <a href="https://umbria.usb.it/leggi-notizia/regione-umbria-cambia-amministrazione-ma-non-la-politica-1321-1.html" target="_blank"><strong><em>(leggi qui)</em></strong></a></p>
<p class="text-justify"><strong>Cosa strana, però, che sulla possibilità di subappaltare il servizio a gara vinta, fino al 49%, non parla più nessuno; un “mutismo” che lascia presagire il peggio, ovvero, che proprio la possibilità del subappalto sia la moneta di scambio</strong> <strong>di poter affidare i quattro lotti ad un unico soggetto.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Decisamente poca chiarezza e totale mancanza di trasparenza!</strong></p>
<p class="text-justify">Ben conoscendo la politica della Regione Umbria e, altrettanto bene conoscendo quella delle varie OO.SS., non possiamo rimanere indifferenti su ciò che si continua a voler far passare sulla pelle di Lavoratori.</p>
<p class="text-center"><strong>Ribadiamo con determinazione che le gare vanno annullate ed i servizi riaffidati in house all’azienda pubblica regionale.</strong></p>
<p class="text-justify">Il prossimo 28 novembre l’Unione Sindacale di Base ha proclamato uno sciopero generale contro le politiche di guerra del governo; rivendichiamo che i lavoratori abbiano un salario minimo di 2000 euro di paga base; una rivendicazione contro le politiche privatiste degli appalti subappalti e subaffidamenti che hanno come obiettivo produrre utili per le aziende private e salari da fame per i lavoratori che quotidianamente assistono allo stillicidio degli omicidi sul lavoro.</p>
<p class="text-center"><strong>No alla privatizzazione dei servizi pubblici essenziali</strong></p>
<p class="text-center"><strong>No ad appalti, subappalti e subaffidamenti </strong></p>
<p class="text-center"><strong>basta speculazioni e morti sul lavoro</strong></p>
<p class="text-center"><strong>il 28 novembre è sciopero generale!</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">USB Lavoro Privato,&nbsp;<em>Federazione Regionale Umbria</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 13 Nov 2025 13:14:18 +0100</pubDate>
                        <title>Regione Umbria: cambia amministrazione ma non la politica</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/regione-umbria-cambia-amministrazione-ma-non-la-politica-1321-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Ancora una volta Filt CGIL, attraverso una conferenza stampa, elogia le scelte privatistiche per il Trasporto Pubblico Locale della regione Umbria della giunta Proietti che, di fatto, prosegue in modo fedele i presupposti della vecchia amministrazione di centrodestra prevedendo una gara d'appalto a quattro lotti; l'unica modifica è una possibile premialità per chi potrà acquisire tutti e quattro i lotti in gara.</p>
<p class="text-justify"><strong>USB Lavoro Privato, ribadisce la propria contrarietà; i servizi devono tornare in mani pubbliche con l'assegnazione in house degli stessi all'azienda pubblica regionale.</strong></p>
<p class="text-justify">Come di consueto, la nuova amministrazione regionale ha provveduto alla sostituzione dei vertici di Umbria Mobilità andando a nominare il nuovo amministratore, individuato nel dott. Emilio Giacchetti che, <strong>nel pieno rispetto di una politica continuità</strong>, altro non ha fatto che riconfermare alla direzione e gestione della futura gara gli uomini nominati dalla vecchia amministrazione di centrodestra.</p>
<p class="text-justify"><strong>Questi giochi non ci piacciono, vogliamo che le cose prendano una strada diversa e soprattutto, non vogliamo che siano i lavoratori a pagare le speculazioni messe in campo con le ennesime privatizzazioni dei servizi pubblici essenziali.</strong></p>
<p class="text-justify">È palese che le due amministrazioni, che si sono succedute, lavorano su un disegno ben delineato: smantellare il Tpl dell'Umbria, peggiorare le condizioni di lavoro dei lavoratori e soprattutto continuare lo smantellamento dei servizi pubblici perpetrato negli ultimi 10 anni, con la complicità di sindacati amici.</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Federazione regionale Umbria</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 02 Nov 2025 11:39:11 +0100</pubDate>
                        <title>Premio di risultato Busitalia: accordo ipocrita che risponde solo “alla voce del padrone”</title>
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		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/premio-di-risultato-busitalia-accordo-ipocrita-che-risponde-solo-alla-voce-del-padrone-1143-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Lo scorso 22 ottobre, le segreterie nazionali, territoriali e le proprie RSU di FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT, UGL AUTOFERRO e FAISA-CISAL, hanno siglato il nuovo accordo sul Premio di Risultato per l’azienda Busitalia, stabilendo la somma di 500 euro che diventa 600 se il lavoratore sceglie di versarlo nel Welfare.</p>
<p class="text-justify">Il 30 ottobre, ultimo scorso, anche la maggioranza della RSU di Busitalia Umbria ha formalmente condiviso ed aderito a quanto sottoscritto dalle segreterie nazionali il 22 ottobre; un passaggio dettato ai fini della legittimità dello stesso in quanto, per essere giuridicamente valido ed applicabile nelle tre aziende di Busitalia, <em>(<strong>Umbria – Veneto – Campania</strong></em><strong>) </strong>ha la necessità di essere sottoscritto da tutte le specifiche RSU.</p>
<p class="text-justify"><strong>Come RSU - USB Lavoro Privato della regione Umbria,</strong> riteniamo che questo accordo non sia affatto sufficiente per i lavoratori che, spremuti come spugne e costretti a lavorare in condizioni disumane, permettono ogni anno alla società di raggiunge livelli di utili vertiginosi e, lì dove si denunciano criticità economiche come in Veneto e Campania, a farne le spese sono comunque i lavoratori costretti a fare i conti con un salario insufficiente e una strutturale condizione di sottorganico.</p>
<p class="text-justify"><strong>Per questo rivendichiamo che oltre alla somma, così come prevista dall’accordo, vengano erogati subito almeno mille euro a tutti i lavoratori dell’azienda Busitalia.</strong></p>
<p class="text-justify">Queste sono le condizioni necessarie per far sì che anche USB Lavoro Privato possa siglare l’accordo del 22 ottobre; diversamente, ancora una volta, ci troveremmo difronte ad un accordo ipocrita che risponde solo “alla voce del padrone”.</p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify">USB Lavoro Privato,&nbsp;<em>Federazione Regionale Umbria</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Wed, 24 Sep 2025 19:52:14 +0200</pubDate>
                        <title>Busitalia Umbria: Martedì 7 ottobre sciopero di 24 ore; ore 9,30 presidio in Piazza Italia - Perugia</title>
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		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/busitalia-umbria-martedi-7-ottobre-sciopero-di-24-ore-ore-930-presidio-in-piazza-italia-perugia-2009-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Tutti i lavoratori, i cittadini hanno ancora nella mente e negli occhi le grandi manifestazioni che in tutta Italia hanno portato in piazza milioni di lavoratori lo scorso 22 settembre durante la giornata di sciopero generale in solidarietà del popolo palestinese, in sostegno alla Sumud Fotilla proclamato dall’Unione Sindacale di Base con la parola d’ordine “Blocchiamo Tutto”.</p>
<p class="text-justify">Le motivazioni di questa mobilitazione di sciopero, del 7 ottobre 2025, vanno chiaramente ricollocate nelle orrende politiche belliciste del riarmo del governo Meloni, con l’appoggio di gran parte del centrosinistra.</p>
<p class="text-justify">In questo drammatico scenario, FILT-CGIL e FAISA-CISAL continuano a rilanciare le gare d’appalto a bacino unico nella consapevolezza che le varie amministrazioni e giunte regionali, hanno concordato la possibilità per le società appaltatrici, di subappaltare a loro volta fino al 49% del servizio.&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>Noi non ci stiamo!</strong></p>
<p class="text-center"><strong>No gare d’appalto, subito affidamento in House del servizio di TPL all’azienda pubblica regionale.</strong></p>
<p class="text-justify">Vogliamo che la nuova giunta regionale faccia un passo indietro nell’enorme errore di mettere a gara i servizi, vogliamo che gli utili delle aziende che gestiscono il TPL vengano ricapitalizzati dall’ente pubblico. Sperperare i soldi dei cittadini è un enorme errore; è indispensabile un cambio di rotta e reinvestire gli utili nei servizi pubblici essenziali e negli incentivi per l’utilizzo del trasporto pubblico.&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>NOI NON RIMANIANO A GUARDARE!</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Martedì 7 ottobre 2025 sciopero di 24 ore in Busitalia Sita Nord srl DRU.</strong></p>
<p class="text-justify">Dopo un rinnovo del CCNL con aumenti da fame e nell’attesa della parte normativa, <strong><em>ancora&nbsp; taciuta ai lavoratori</em>,</strong> rivendichiamo migliori condizioni di lavoro e migliori condizioni salariali.</p>
<p class="text-justify">Un’azienda che non rispetta le leggi dello stato che regolamentano le ore di riposo e di lavoro dei conducenti di linea, mettendo a rischio utenza e addetti alla guida in barba alle più elementari norme sulla sicurezza sul lavoro e sul servizio.&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>martedì 7 ottobre 2025 Sciopero di 24 ore del TPL regione Umbria;<br /> presidio sotto la sede della regione Umbria, Piazza Italia, Perugia, ore 9,30 &nbsp;</strong>&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><br /> <em>USB Lavoro Privato<br /> Federazione Regionale Umbria&nbsp;</em><br /> &nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Tue, 23 Sep 2025 11:05:07 +0200</pubDate>
                        <title>Gaza chiama! La società civile tutta risponde. Insieme ad USB milioni nelle piazze per la Palestina; circa 2000 a Perugia </title>
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		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/gaza-chiama-la-societa-civile-tutta-risponde-insieme-ad-usb-milioni-nelle-piazze-per-la-palestina-circa-2000-a-perugia-1110.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><strong>Nella sola città di Perugia, circa duemila tra cittadini, studenti, lavoratrici e lavoratori si sono identificati nel grido “BLOCCHIAMO TUTTO”.</strong></p>
<p class="text-justify">La spinta dei portuali di Genova, le mobilitazioni in tutti i porti, negli aeroporti e nelle ferrovie del paese per impedire il traffico delle armi verso lo stato genocida di Israele, l’impegno quotidiano degli studenti, dalle medie alle università, ha visto rilanciare ed amplificare &nbsp;la proclamazione dello sciopero generale dell’Unione Sindacale di Base, portando in piazza milioni di lavoratori e cittadini con le parole d’ordine <strong>“Blocchiamo tutto” e tutto il paese, ieri 22 settembre 2025, si è bloccato.</strong></p>
<p class="text-justify">Perugia non è rimasta in silenzio; la piazza di Fontivegge chiamata dagli studenti di Cambiare rotta ed OSA al fianco di USB, ha visto affluire da tutta l’Umbria migliaia di cittadini e lavoratori tanto da non contenere il presidio; gli studenti hanno poi scelto di raggiungere il deposito di Busitalia in via Cortonese bloccando le uscite degli autobus, tenendo conto che in Umbria, per la famosa legge antisciopero 146/90, il Trasporto Pubblico Locale non poteva aderire allo sciopero.</p>
<p class="text-justify">Una grande giornata che per tutte le realtà presenti nella piazza è solo un inizio; già da domani sono aperti i confronti nei coordinamenti e comitati per non fare un solo passo indietro e tornare con azioni di lotta a sostenere il popolo palestinese, per isolare e fermare Israele, per costringere il governo Meloni a smetterla di foraggiare di armi e munizioni l’esercito israeliano.</p>
<p class="text-center"><strong>TORNEREMO A BLOCCARE TUTTO</strong></p>
<p class="text-center"><strong>NON USCIRA’ UN CHIODO!</strong></p>
<p class="text-center">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><em>USB Lavoro Privato, Federazione Regione Umbria</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sat, 26 Jul 2025 11:55:59 +0200</pubDate>
                        <title>TPL Umbria: Importante l’adesione allo sciopero regionale,  i lavoratori rifiutano la politica delle gare d’appalto.</title>
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		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/tpl-umbria-importante-ladesione-allo-sciopero-regionale-i-lavoratori-rifiutano-la-politica-delle-gare-dappalto-2202-2.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Nonostante l’imposizione di aver dovuto spostare lo sciopero del 18 luglio, in pieno periodo di ferie nell’ultimo sabato del mese, ancora una volta i lavoratori già dalle prime ore aderiscono allo sciopero proclamato da USB lavoro privato, gridando, il proprio NO alle gare d’appalto del Trasporto Pubblico Locale.</p>
<p class="text-justify">La grande adesione ribadisce che non esistono “gare buone” <em>(che siano esse a bacino unico o meno)</em>, come qualcuno si ostina a sostenere; i lavoratori chiedono con determinazione che i servizi tornino in mani pubbliche restituendo ai cittadini dell’Umbria tutti quei chilometri di servizio cancellati dalle amministrazioni regionali dal 2019 ad oggi, concedendo personale all’azienda Busitalia per i servizi sostitutivi treno di Trenitalia, servizi “ricchi” che fanno letteralmente leccare le dita all’azienda.</p>
<p class="text-justify">L’importante adesione manifestata fin dalla prima mattina è destina ad aumentare considerevolmente nel pomeriggio; i lavoratori sono stanchi di essere strumento di guadagno per aziende.</p>
<p class="text-center"><strong>I servizi devono essere affidati in house all’azienda pubblica regionale e gli utili tornare ad essere servizi per tutti i cittadini.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Questa è la rivendicazione sostenuta a gran voce dai lavoratori dell’Umbria,</strong></p>
<p class="text-center"><strong>questa è la parola d’ordine centrale nello sciopero di 24 ore di oggi 26 luglio 2025 proclamato da USB lavoro privato.</strong></p>
<p>&nbsp; &nbsp;USB Lavoro Privato,&nbsp;<em>Federazione Regionale Umbria </em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Sun, 20 Jul 2025 10:21:27 +0200</pubDate>
                        <title>Mercitalia logistica, Regione Umbria: ennesimo aumento di produttività per i lavoratori</title>
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		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/mercitalia-logistica-regione-umbria-ennesimo-aumento-di-produttivita-per-i-lavoratori-1024-1.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Il 16 luglio u.s. al tavolo con la società Mercitalia Shunting &amp; Terminal S.r.L., le segreterie nazionali e regionali dell’Umbria di CGIL CISL e UIL, in barba a norme e contratti, hanno sottoscritto un accordo che aggredisce l’orario di lavoro attraverso un assurdo stratagemma; gli autisti mentre coadiuvano e sorvegliano le operazioni di carico delle merci, <em>(tenuto conto che su di loro ricade la piena responsabilità della merce trasportata) </em>sono chiamati a posizionare il tachigrafo nella modalità <strong>“riposo”</strong>, ovvero sul disco del tachigrafo risulterà che, dopo una lunga ed estenuante guida, stanno riposando per recuperare l’adeguato equilibrio psicofisico per affrontare poi un nuovo ed altrettanto estenuante periodo di guida.</p>
<p class="text-justify">Un tempo di riposo previsto dalla legge 561/2006 che è alla base della sicurezza sul lavoro di questo già di per sé pericolosissimo mestiere, senza contare cosa significhi un mezzo di trasporto di grandi dimensioni che viaggia con un conducente al quale si è impedito di usufruire degli adeguati tempi di recupero.</p>
<p class="text-justify">Non contenti di aver raggirato le norme e leggi che regolamentano questo complesso settore, <strong>trasformando ore lavorate in “riposo virtuale” e senza retribuzione, <em>società e OO.SS</em></strong>.,<strong> hanno concordato di portare le ore di lavoro settimanali al limite massimo contrattuale spostando le medie su base semestrale.</strong></p>
<p class="text-justify">Come se la sicurezza sul lavoro e della collettività possa avere un <strong>prezzo</strong>, l’accordo prevede una ipocrita ed altrettanto illegittima moneta di scambio; in pratica pochi spiccioli messi sulle trasferte fanno da “esca” al fine di convincere i lavoratori che quello sia il prezzo di ritrovarsi alla guida del mezzo pesante senza i regolari tempi di riposo e avendo assistito le complesse operazioni di carico a costo zero.</p>
<p class="text-justify"><strong>Ancora una volta CGIL CISL e UIL risultano indifferenti di fronte ai salari decisamente inadeguati al costo della vita ma molto sensibili al regalare produttività alle aziende arrivando a calpestare le norme basilari del codice della strada e della sicurezza sul lavoro.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>MA I LAVORATORI MERCITALIA NON RIMARRANNO A GUARDARE</strong>.</p>
<p class="text-center"><strong>QUESTO ACCORDO VA RISPEDITO AL MITTENTE SENZA SÉ E SENZA MA!!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Federazione Regionale Umbria</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Fri, 18 Jul 2025 14:12:01 +0200</pubDate>
                        <title>Busitalia Umbria presenta il suo piano industriale…“ma solo ai suoi amici fidati”</title>
                        <link>
                        	
                        			
		                        		https://umbria.usb.it/leggi-notizia/busitalia-umbria-presenta-il-suo-piano-industrialema-solo-ai-suoi-amici-fidati-1416.html
		                        	
                        		
                        	
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                        <description></description>
                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Giovedì 17 luglio u.s., all’interno del deposito di Perugia, l’azienda Busitalia con grande riservatezza ha presentato il proprio piano Industriale per gli anni 2025-2029.</p>
<p class="text-justify">Una riservatezza decisamente ingiustificabile, tenuto conto che parliamo di una azienda esercente di servizio pubblico essenziale per la quale, a dare credibilità o meno al suo impegno sul territorio regionale, dovrebbero essere in primo luogo i cittadini che quotidianamente sono i primi a fare i conti con gli innumerevoli disservizi.</p>
<p class="text-justify">Oseremo dire che alla società Busitalia <strong>“piace vincere facile”</strong>; troppo facile, infatti, trovare la piena condivisione delle “solite” OO.SS. che tutto condividono e tutto firmano con tanto di brindisi dedicati che l’azienda divulga come eccellenti e, <em>soprattutto</em>, <strong>redditizi.</strong></p>
<p class="text-justify">Il <strong>“soprattutto redditizi”</strong> mette in risalto la trasformazione del ruolo produttivo dei servizi come strumento con il quale e dal quale si mira a produrre esclusivamente utili; poco sembra interessare la qualità e quantità del servizio reso alla cittadinanza, la qualità e quantità dei carichi di lavoro che pesa sulle spalle degli addetti al servizio.</p>
<p class="text-justify"><strong>In altre parole, giovedì 17 luglio, si è rappresentata una ennesima sceneggiata sostenuta da Busitalia e Confindustria sulle spalle di cittadini e lavoratori.</strong></p>
<p class="text-justify">Una sceneggiata che ha visto deposito “Blindato” mentre <strong>i lavoratori</strong>, <em>tra le innumerevoli difficoltà quotidiane,</em> sotto un sole cocente, con condizioni di lavoro sempre peggiori e salari che non permettono di sostenere le proprie famiglie, <strong>erano intenti a fornire servizio alla cittadinanza.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>I servizi pubblici essenziali tutti, non possono essere trasformati in merce per produrre utili privati attraverso il bene pubblico</strong>.</p>
<p class="text-center"><strong>Restituire ai lavoratori dignità e sicurezza, più servizi e certezze agli utenti del trasporto pubblico locale.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Il 26 luglio 2025 sciopero di 24 ore in Busitalia Umbria</strong></p>
<p class="text-center"><strong>No alle gare d’appalto, </strong></p>
<p class="text-center"><strong>subito affidamento in house dei servizi all’azienda pubblica regionale.</strong></p>
<p class="text-justify">&nbsp;</p>
<p class="text-justify"><em>Federazione Regionale Umbria</em></p>]]></content:encoded>
			
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                        <pubDate>Thu, 17 Jul 2025 14:09:07 +0200</pubDate>
                        <title>Busitalia Umbria: ancora una volta la minaccia di una precettazione; sciopero di 24 ore del 18 rinviato al giorno 26 luglio</title>
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                        <content:encoded><![CDATA[<p class="text-justify">Nonostante una proclamazione fatta nel pieno rispetto delle leggi e norme e che la stessa commissione di garanzia non abbia avuto nulla da eccepire sulla proclamazione di 24 ore per la giornata del 18 luglio, il prefetto di Perugia a soli due giorni di distanza della mobilitazione, ha minacciato l'atto di precettazione al fine di salvaguardare il “tranquillo svolgersi” di Umbria Jazz.</p>
<p class="text-justify"><strong>Il tavolo di confronto con il Prefetto è stato vergognoso; da un lato CGIL e Faisa con la loro totale disponibilità alla rimodulazione dello sciopero, riducendolo a tre ore nella mattinata del 18, dall'altra il Prefetto che mirava a ridurre e/o ad impedire del tutto quello di 24 ore proclamato da USB Lavoro Privato.</strong></p>
<p class="text-justify">Sembrava passare inosservato il fatto che si stava consumando per l'ennesima volta, un atto illegittimo; infatti negli anni precedenti le iniziative di sciopero nel settore del TPL anche se concomitanti con “Umbria Jazz” non hanno mai messo in moto la macchina repressiva sull'esercizio del diritto di sciopero; una precettazione dal sapore amaro che tenta di sancire un'ulteriore regola non scritta che si ripresenterà ciclicamente negli anni a venire ignorando volutamente tutte le problematiche denunciate dalle lavoratrici e lavoratori del settore della regione Umbria.</p>
<p class="text-justify">È questo il contesto nel quale la nostra O.S. ha proposto lo spostamento dello sciopero alla giornata del 26 luglio uscendo dal vergognoso ed ipocrita impasse che mirava esclusivamente a vanificare la mobilitazione del settore oggi in balia di una privatizzazione che potrebbe lasciare il 49% del servizio nelle mani del mercato dei sub appalti, foraggiando il lavoro ulteriormente sottopagato e precario.&nbsp;</p>
<p class="text-center"><strong>Restituire ai lavoratori dignità e sicurezza,&nbsp;<br /> più servizi e certezze agli utenti nel trasporto pubblico locale.</strong></p>
<p class="text-center"><strong>Il 26 luglio 2025 sciopero di 24 ore in Busitalia Umbria</strong></p>
<p class="text-center"><strong>No alle gare d’appalto, subito affidamento in house dei servizi all’azienda pubblica regionale.</strong></p>
<p class="text-justify"><br /> USB Lavoro Privato, Federazione Regionale Umbria</p>]]></content:encoded>
			
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