Busitalia Umbria: sempre meno sicurezza, sempre più profitti!
La ASL di Città di Castello ha messo a conoscenza la nostra federazione Regionale umbra di quanto emerso dall’ispezione nel sopralluogo dello scorso 9 febbraio presso il deposito Busitalia di Città di Castello; l’ispezione faceva riferimento all’assenza dei dispositivi antiscivolo nella scala di servizio; un dato da noi segnalato al Dipartimento di Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro lo scorso 20 gennaio 2026 proprio a seguito di un infortunio subito da un lavoratore.
Dopo la completa indifferenza del Dipartimento di Prevenzione, anche l’intervento delle ASL è risultato decisamente superficiale ed increscioso in quanto, in sintonia con la posizione del RLS della FAISA (Di Girolamo Cristian), negava l’evidenza del pericolo.
Riteniamo che l’intera vicenda sia semplicemente ridicola, se non offensiva:
- Un’azienda che continua a incassare utili milionari ma si rifiuta di investire poche centinaia di euro per mettere in sicurezza una scala di servizio;
- un Dipartimento di Prevenzione e Sicurezza negli ambienti di lavoro che preferisce voltarsi dall’altra parte;
- una ASL che si arrampica su scuse tanto assurde quanto inaccettabili pur di non intervenire;
- come se non bastasse, un Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza che, persino dopo un infortunio avvenuto proprio su quella scala, ha pensato bene di gettare acqua sui gradini e percorrerli per dimostrarne la presunta sicurezza.
Il risultato? È caduto, offrendo la prova più evidente e incontestabile dell’esatto contrario.
L’ultima novità è arrivata in piena notte di ieri: improvvisamente la RLS FAISA riconosce il rischio di scivolamento della scala del deposito di Città di Castello, che non riteneva esserci, e ne chiede formalmente la chiusura.
Può essere accettabile una tragicomica come questa al solo scopo di evitare di applicare dei semplici adesivi antiscivolo ad una scala cha ha prodotto un infortunio sul lavoro e potrebbe provocarne ancora?!
Può essere accettabile che dei lavoratori, tra l’altro sottopagati, possono trovarsi a rischio infortunio perché una società che fattura milioni non ritiene utile intervenire in una situazione così elementare?
USB Lavoro Privato - Federazione Regionale Umbria