GLI ACCORDI CHE PEGGIORANO SICUREZZA E CONDIZIONI DI LAVORO NON SI FIRMANO!

Terni -

Il verbale di accordo sottoscritto da alcune sigle sindacali della RSU AST al CDF, segna il perimetro di discussione su cui alcune organizzazioni si muoveranno, all'interno del confronto con l'Azienda dal prossimo 29 ottobre, quando si inizierà la discussione sul piano industriale e sulla piattaforma integrativa.

Legittimamente alcuni pensano sia giusto contrattare e remunerare quello che per noi sarebbe invece un peggioramento delle condizioni di lavoro in fabbrica. La polifunzionalità e la flessibilità devono essere termini da rimuovere dal lessico e dal vocabolario del sindacato tutto. Ecco perché abbiamo ritenuto non opportuno firmare tale verbale. Non importa se in qualche area di AST queste pratiche sono già in essere

da molto tempo, anche da prima del nostro ingresso. Inspiegabile, semmai, è che non ci sia stata allora la volontà di far recedere l'Azienda da questa modifica, epocale per i lavoratori dello stabilimento. Il perimetro di azione della USB sarà sempre quello della difesa delle condizioni lavorative per migliorarle, contrastando i tentativi aziendali di trasformare questa fabbrica in un grande esperimento di flessibilità orizzontale. Per noi rimane inaccettabile che un lavoratore cambi non solo impianto, ma anche area di

lavoro, anche se solo per alcuni mesi. Questo va a discapito innanzitutto della sicurezza, oltre che a mortificare la professionalità. L'AST soffre, ormai dal 2014, di una crisi occupazionale che ha generato un peggioramento delle condizioni lavorative e che crea elementi di insicurezza durante le fasi del lavoro. Per noi, pertanto, resta imprescindibile una nuova campagna di assunzioni in pieno rispetto del seppur debole

Decreto Dignità. Visto e considerato che il verbale prodotto in CDF è anche in piena continuità con quanto espresso dallo scorso accordo, che di fatto terziarizza una parte del processo produttivo - verbale che allora solo noi non firmammo- troviamo pertanto del tutto inadeguate e pretestuose le polemiche di organizzazioni sindacali che oggi si ergono a difesa dei lavoratori, quando a marzo firmarono invece per poter cedere pezzi di processo a ditte esterne, abbassando pertanto il costo del lavoro, le condizioni

lavorative e alimentando di fatto la competizione e la frammentazione sociale all'interno di AST. Noi non firmammo, perché per l'USB non esistono lavoratori di serie A e di serie B. Dov'erano queste organizzazioni sindacali quando l'azienda, tempo fa, scelse di terziarizzare la logistica interna in tutto lo stabilimento, oppure quando si è aperto all'ingresso dei vigilantes privati, mettendo a rischio la strategicità dell'ente VIG?

Ci vuole innanzitutto coerenza.

 

La RAB USB

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