IL VALORE STRATEGICO E COSTITUZIONALE DELLA NAZIONALIZZAZIONE

Terni -

I recenti servizi televisivi e la crescente preoccupazione rispetto allo stato dell'inquinamento della conca ternana, pongono la questione ambientale come prioritaria per il territorio, sia per il sindacato che per la politica. Pertanto tale questione va affrontata con metodo e non con le semplici armi del consenso

immediato. Sembrano lontani i tempi in cui, per tutti, il nemico pubblico numero uno della salute dei ternani erano gli inceneritori. Ora il mostro da abbattere è l'AST, senza ricordare però che un sito siderurgico che insiste sul territorio da centotrentacinque anni, inevitabilmente porta con se un carico di inquinamento dovuto alla mancanza di leggi, che ancora quaranta anni fa sembravano impossibili da attuare.

Come non si conosce ancora appieno il fatto che i lavoratori si trovano davanti al tentativo della ThyssenKrupp di ristrutturare e ridimensionare l'intero stabilimento e per questo taluni scatti in avanti, che guardano più alle prossime elezioni europee che alla risoluzione dei problemi, rischiano di fare danni irreversibili. Infatti, un'azione politica volta solo alla condanna dello stato attuale, rischia di cedere il fianco a tutti coloro che agiscono nella direzione dello smantellamento della parte fusoria

dell'acciaieria. Continuando in questo modo, si mette a rischio la tenuta sociale della comunità ternana e si creano i presupposti per una spaccatura storica tra la popolazione, tra chi vuole la chiusura del sito e chi il mantenimento delle produzioni e dei livelli occupazionali.

Tutto questo non possiamo permettercelo.

Ci sono tutti gli elementi per iniziare una battaglia politica e sindacale finalizzata alla sostenibilità ambientale delle produzioni di AST, partendo dal “Protocollo Salute Ambiente e Sicurezza” firmato dall'azienda insieme alle organizzazioni sindacali, il Prefetto e anche da Arpa e Usl Umbria2.

Tale protocollo deve diventare lo strumento di riferimento con cui gli enti ed i soggetti preposti sviluppano la propria azione di controllo, monitoraggio e denuncia nei confronti dell'azienda, con l'obiettivo di ottemperare al protocollo medesimo e pianificare gli investimenti necessari. Per questo la revisione dell'AIA, soprattutto

per quanto riguarda le emissioni in atmosfera, diventa strategica e deve essere un punto focale della costruzione di un percorso che obblighi l'azienda a mettere in sicurezza l'intero sito siderurgico. Non sfugge a nessuno il fatto che dalla quantità, dalla qualità e dalla direzione degli investimenti ambientali, dipenderà

anche il futuro di parte delle produzioni di AST.

L'USB ha posto su tutti i tavoli fin da subito la questione degli investimenti ambientali strategici. Non ci pare però che si stia andando nella direzione giusta, visto che l'azienda non fa passi in avanti e si limita a svolgere solo le azioni richieste nel piano d'intervento per i SIN.

L'impianto di inertizzazione delle scorie è ancora qualcosa di indefinito, come lo è anche il futuro delle produzioni di Ilserv, che contribuiscono alla chiusura del ciclo di trattamento, tipo il Metal Recovery.

Ad oggi l'unica certezza è lo scadere degli appalti gestiti dalla Harsco e questo rende l'idea di come la situazione nella fabbrica ternana sia pericolosa, sia per le produzioni -visto che gli appalti di Ilserv garantiscono anche l'area a caldo di AST- sia per la tenuta occupazionale.

Per questo serve un passo in avanti nella direzione del conflitto e dell'unità delle lotte, per poter contrastare chi tenta di dividere e depotenziare il movimento dei lavoratori di AST e Ilserv, sapendo mettere al centro la difesa delle produzioni, i livelli occupazionali e la sostenibilità ambientale delle produzioni stesse.

La politica deve invece lavorare affinché non si disperda il legame tra la fabbrica e la città, ribadendo il tema della centralità del lavoro e delle produzioni strategiche. Anche qui, notiamo una contraddizione enorme nella principale forza di governo cittadino che pure è forza trainante del governo nazionale: durante l'ultimo incontro tra le organizzazioni sindacali ed il sindaco infatti, ad una nostra precisa domanda ci

è stato risposto che l'elemento fondamentale è “l'autoregolamentazione del mercato”.Da una parte si grida alla sovranità, dall'altra si abbassa il capo davanti alla finanza e ai profitti delle multinazionali e delle lobby. L'USB rilancia invece il valore strategico e costituzionale della nazionalizzazione degli asset strategici, perché solo il controllo pubblico di un settore e di una fabbrica importante come AST

può garantire condivisione dei profitti, mantenimento e sostenibilità delle produzioni e dei livelli occupazionali.

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