Orvieto, Obedience to Life: mancato rispetto del CCNL e preoccupazione per le proposte aziendali. La denuncia di Unione Sindacale di Base
L’Unione Sindacale di Base denuncia una situazione di perdurante irregolarità nei rapporti di lavoro all’interno dell’azienda Obedience to Life incaricata, da Casa Vincenziana Impresa sociale, della gestione del Centro il Girasole che opera su l'educazione, riabilitazione e formazione per l'età evolutiva.
Da alcuni anni, non risulta applicato in maniera completa il Contratto Collettivo Nazionale vigente, sia per quanto riguarda i livelli retributivi, sia per alcuni istituti normativi e contrattuali previsti, situazione che ha portato a insoluti economici nei confronti dei dipendenti, tra cui aumenti non corrisposti e altre spettanze maturate.
Le lavoratrici, già dall’autunno dello scorso anno, avevano portato le numerose criticità all’attenzione dell’azienda, con l’auspicio di giungere quanto prima ad una soluzione condivisa, dimostrando in tal senso un forte senso di responsabilità sia verso la società per cui lavorano, sia nei confronti degli utenti del Centro e delle loro famiglie. Consapevolezza ribadita in seguito anche nell’incontro tra l’azienda, le lavoratrici e la rappresentanza sindacale avvenuto a metà gennaio.
Obedience to Life, altresì, fin dai primi incontri con le lavoratrici e poi anche in seguito, ha esplicitato a chiare lettere l’impossibilità di applicare integralmente il CCNL, adducendo in tal senso una presunta crisi aziendale sotto il profilo economico-finanziario.
Unione Sindacale di Base denuncia pertanto anche il grave atteggiamento dell’azienda che, soltanto dopo le segnalazioni delle lavoratrici, ha riconosciuto le mancanze contrattuali, che quindi solo in questa fase è stato possibile documentare come “in essere” già da diversi anni.
Nella settimana appena trascorsa, l’azienda ha convocato tutti i dipendenti per illustrare la situazione generale, esplicitando ulteriormente l’impossibilità di procedere come da contratto vigente, proponendo una “soluzione” inaccettabile per le lavoratrici nelle modalità di eventuale termine dell’attuale rapporto e, in prospettiva, anche peggiore delle mancanze fin qui acclarate, ovvero il riassorbimento del personale in un’altra impresa attraverso un contratto definito (cit.) “sostenibile per l’azienda” che come tale, constatato il “modus operandi” fin qui praticato, ci preoccupa fortemente in termini di condizioni di lavoro, garanzie, salari e tutele previdenziali.
l'Unione Sindacale di Base ribadisce che il rispetto del CCNL non è derogabile né negoziabile al ribasso, rappresenta un riferimento imprescindibile per la tutela del lavoro e non può essere aggirato o applicato parzialmente. L’eventuale ricorso ad “altre soluzioni contrattuali” rischia di creare un precedente grave: qualsiasi soluzione che passi, più o meno consapevolmente, dalla riduzione delle tutele e dalla precarizzazione del lavoro, non può essere condivisa in alcun modo.
Vista l’assenza di proposte concrete da parte dell’azienda nel merito del rispetto del contratto, del recupero delle spettanze e il mantenimento della qualità dei servizi, di per cui il Centro è per altro noto grazie alle professionalità espresse dai dipendenti, è stato proclamato lo stato agitazione attraverso l’attivazione delle procedure previste dalle normative vigenti a salvaguardia dell’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali.
L’Unione Sindacale di Base, nonostante tutto, rinova la disponibilità a valutare soluzioni condivise e condivisibili; diversamente, in mancanza di riscontri, la vertenza seguirà il suo corso nelle sedi opportune, nelle quali pretenderemo appieno il riconoscimento dei diritti fin qui negati.
Unione Sindacale di Base, federazione Umbria