Politica dello struzzo, discriminazione e comportamento antisindacale da parte della Camera di Commercio di Perugia.

Terni -

Continua la politica dello struzzo da parte della Camera di Commercio di Perugia sulla situazione del Consorzio InterCam; come, d’altra parte, su tutto il personale dell’ente. Intercam, società consortile in house delle Camere di Commercio di Perugia e Terni con 29 dipendenti, assicura servizi essenziali con il proprio personale inserito stabilmente all’interno degli uffici camerali che da oltre 15 anni, in molti casi, svolge mansioni superiori a quelle delle qualifiche attribuite da contratto; in continua collaborazione, ma in alcuni casi in autonomia, con tutti gli altri dipendenti camerali. Oggi le scadenze contrattuali, l’esigenza di un piano di riorganizzazione e di riassetto generale, reso ancor più necessario con l’acquisizione del ramo d’azienda di Unioncamere Umbria, richiedono un confronto dovuto ed imprescindibile con le rappresentanze sindacali. Questo si aggiunge all’urgente esigenza di riorganizzazione dell’intero ente, investito da una riforma camerale in Umbria non ancora attuata ma che, dal 2014, ha comunque attribuito nuovi servizi e competenze a grande impatto sull’intero sistema economico e produttivo regionale oltre che, a nostro avviso nei fatti, di forte risonanza non solo nazionale ma internazionale. Servizi e competenze distribuite a caso fra carenza di personale, assenza di valutazione oggettiva e di capacità organizzativa, aggravata da consueta e dannosa mancanza di confronto sindacale. Dopo numerose richieste di incontro da parte della rappresentanza USB, a livello nazionale, regionale, RSU per la parte dei lavoratori del pubblico impiego, RSA per la parte dei lavoratori del privato, prima nella travagliata vicenda Unioncamere, oggi nella partecipata InterCam, nessuna risposta e nessuna disponibilità è stata comunicata dall’amministrazione. Una condotta antisindacale che riteniamo ancora più grave, in questa fase critica determinata dalla prevedibile evoluzione dell’attività e degli aspetti organizzativi legati al rapporto di lavoro del personale. Ancora più grave l’atteggiamento degli amministratori, in merito ad InterCam, che hanno accolto la richiesta ed incontrato, più volte recentemente, i rappresentanti di un’altra sigla sindacale discriminando nei fatti USB e il personale iscritto. Usb considera il silenzio dell’amministrazione di Intercam, ed in generale della Camera di Commercio di Perugia, inaccettabile e lesivo dei diritti sindacali che ricomprendono anche, in virtù di disposizioni normative e delle previsioni contrattuali collettive, i cosiddetti diritti di informazione, consultazione e controllo in relazione alle scelte organizzative ed industriali dell’impresa. USB richiede un approccio diverso e trasparente ed una immediata convocazione di incontro-confronto con i rappresentanti sindacali, senza la quale si avvieranno altre azione a tutela dei diritti sindacali e dei lavoratori iscritti.

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