Regione Umbria, innalzare subito le percentuali di lavoro agile ai livelli di marzo-aprile

Perugia -

Le notizie sempre più allarmanti che ci arrivano quotidianamente dai media nazionali e locali, oltre che la grave situazione caratterizzata dai continui casi di positivi al Covid-19 tra i dipendenti della Regione, ci obbligano a richiedere l’immediato innalzamento della percentuale dei lavoratori che possono usufruire del lavoro agile (in base all’articolo 263 del DL. 34/2020 e confermato dal DPCM 24.10.2020) ai livelli fissati nella prima fase della pandemia.

Ricordiamo che l’ultimo decreto del Ministro della P.A. raccomanda a tutte le amministrazioni pubbliche di innalzare tale quota ai livelli massimi possibili compatibili con i mezzi disponibili e le capacità organizzative di ciascun ente.

La Regione Umbria ha dimostrato, nella prima fase dell’epidemia, di poter erogare tranquillamente servizi alla collettività con percentuali di lavoratori in lavoro agile prossime al 90%.

Il momento attuale richiede che si attivi immediatamente tale soluzione.

I dati provenienti dalle terapie intensive di alcuni ospedali regionali non possono essere ignorati. La situazione dei contagi è grave, e, complice la riapertura delle attività scolastiche e la conseguente saturazione dei mezzi di trasporto, il sistema dei tracciamenti è completamente saltato, come candidamente ammesso ai mezzi di informazione anche da alcuni dirigenti sanitari di questo Ente.

Se quanto detto è vero, non possiamo illuderci che la Regione Umbria sia un’isola felice rispetto al contesto esterno, e non possiamo permettere che si resti inermi a quello che si sta assistendo nei nosocomi regionali.

L’unico strumento organizzativo rimasto per arrestare la catena dei contagi nel nostro Ente è quello di restringere al massimo le possibilità di contatto tra i dipendenti, con le modalità avvenute nei mesi di Marzo-Aprile.

Non seguire questa logica precauzionale esporrebbe i dipendenti attualmente in presenza seppur parziale (una parte dei quali appartenenti a servizi non essenziali), ad inutili pericoli con la conseguenza di rendere ancora più gravoso il peso che la sanità regionale, già fortemente congestionata, sta sostenendo già da alcune settimane.

Ciascuno, in questo momento, deve dare il proprio contributo in termini di riduzione dei contatti e di distanziamento sociale. In caso non si tenesse conto di quanto detto, ciascuno, in futuro sarà messo di fronte alle proprie responsabilità per le scelte effettuate o non effettuate in questo periodo.

Federazione Regionale USB Umbria

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