Sanità umbra al collasso: promesse disattese, sicurezza ignorata. I lavoratori non reggono più.
Dopo un anno di governo, la Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti non ha mantenuto gli impegni presi con cittadini e lavoratori. La sanità regionale è in affanno, il personale è allo stremo e la sicurezza nei luoghi di lavoro è diventata un optional.
Assunzioni: un fallimento annunciato!
Le 711 assunzioni promesse entro il 2025 sono rimaste sulla carta. I dati ufficiali dell’Assemblea legislativa parlano chiaro: solo 284 unità reclutate, appena il 40% dell’obiettivo. La Presidente aveva ammesso l’impossibilità di rispettare una programmazione certa, citando problemi strutturali: stipendi non competitivi, turnover elevato e difficoltà nel coprire le aree interne. Una resa totale alle politiche delle compatibilità economiche che, nonostante il quadro nazionale non aiuti e la fallimentare gestione Tesei, smentiscono la narrazione di una sanità in ripresa e di rispetto dei diritti. La verità è semplice: la Giunta regionale non è stata in grado di mantenere ciò che ha promesso, con la conseguenza che i problemi non risolti poi si accumulano, aggravando una situazione già deteriorata.
Sicurezza sul lavoro: norme esistono, ma nessuno le fa rispettare!
Le leggi ci sono, i protocolli anche. Ma nei reparti e nei Pronto Soccorso umbri regna il caos. La carenza di personale e l’afflusso incontrollato di pazienti rendono impossibile garantire condizioni di lavoro sicure. Ciascun infermiere segue anche 15/20 pazienti per turno, il doppio dello standard ottimale internazionale. Gli OSS, in numero ridicolo (addirittura fino a 1 per 30 pazienti), vengono spinti a svolgere mansioni infermieristiche senza la qualifica necessaria, con responsabilità che non dovrebbero ricadere su di loro. Queste scelte arrivano dagli uffici infermieristici. La Regione lo sa. E lo permette. Le aggressioni verbali da utenti, familiari e perfino da personale con funzioni organizzative, sono ormai quotidiane. La formazione per gestire situazioni critiche è insufficiente. Il risultato è un ambiente di lavoro insicuro, logorante e pericoloso.
Pronto Soccorso: personale allo stremo, rete dell’emergenza-urgenza smantellata!
Da oltre tre anni, in particolare, il Pronto Soccorso di Terni è schiacciato da un afflusso ingestibile, causato dal depotenziamento della rete emergenza-urgenza della USL Umbria 2 (Spoleto–Narni–Amelia). Ora emergono notizie di un possibile ridimensionamento anche a Orvieto. Gli operatori sanitari e socio-sanitari sono sottoposti ad un notevole stress con un aumento di richieste di aiuto psicologico. La Presidente continua a fornire numeri, ma non una sola soluzione concreta. Intanto, 800.000 euro di indennità per i Pronto Soccorso restano inspiegabilmente bloccati in Regione. Soldi che spettano ai lavoratori, fermi senza motivo.