Sciopero generale, grande successo del presidio regionale sotto la prefettura di Terni

Terni -

Non era facile convocare uno sciopero generale, vista la recessione economica, la crisi e l’inflazione che attaccano i salari dei lavoratori, ma il sindacalismo di base ha deciso di scendere in piazza unitariamente contro questo governo di destra che ieri ha approvato -in piena continuità col governo del banchiere Draghi- il rinnovo della partecipazione dell’Italia alla guerra, con l’invio di armi all’Ucraina in violazione dell’articolo 11 della costituzione, favorendo quell’economia di guerra che attacca i salari e impoverisce le famiglie, fa salire le spese militari al 2%, mentre nello stesso tempo vengono tagliate risorse per la sanità, le scuole, i trasporti.

Inoltre questo governo di destra e di classe, attacca lavoratori e disoccupati, boccia la legge sul salario minimo e prepara una legge finanziaria che prosegue e peggiora le politiche neoliberiste a favore dei ricchi dei precedenti governi visto che: - smantella il reddito di cittadinanza, - allarga fino a 85.000 € la soglia della flat tax in opposizione al criterio progressivo della tassazione previsto dalla Costituzione -non prevede tassazione straordinaria delle banche, delle compagnie energetiche che speculano sulla guerra o tassazioni di solidarietà sui grandi patrimoni.

L’offensiva filopadronale del governo Meloni è evidente nello spostare la responsabilità della disoccupazione strutturale sui lavoratori, in un sistema in cui chi lavora ha salari sempre più bassi, in un paese in cui, dalle statistiche, il 25,4% della popolazione è a rischio di povertà. Uno sciopero, quello di oggi, contro il vuoto populismo retorico del governo di destra, che nella nostra regione ha avuto importanti risposte nel settore dei trasporti, in quello della scuola e della sanità, nonché in alcuni settori del lavoro privato, compresa l’AST-Acciai Speciali Terni, nonostante il tentativo di attacco al diritto di sciopero verificatosi all’acciaieria. Alla fine del presidio due rappresentati (un uomo e una donna) per ogni sindacato di base CONFEDERAZIONE COBAS, CUB e USB hanno avuto un lungo incontro col vice capo di gabinetto e una funzionaria del Prefetto cui sono state esposte le ragioni dello sciopero, ma anche evidenziate richieste di maggiori fondi per l’edilizia popolare, la piena opposizione alla chiusura degli ospedali, la richiesta di trasporti pubblici gratuiti per gli studenti umbri e la piena opposizione all'attuale politica regionale di spostamento di ingenti flussi di denaro pubblico nel settore privato in particolare nella sanità e nei trasporti.

Domani 3 dicembre un pullman unitario del sindacalismo di base partirà da Perugia con soste a Foligno, Spoleto e Terni per partecipare alla manifestazione nazionale indetta contro il governo Meloni.

CUB-USB-CONFEDERAZIONE COBAS DELL’UMBRIA

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