SIATE SINCERI CON I LAVORATORI. NON MISTIFICATE LE CARTE

Terni -

Ogni volta che si trova in difficoltà, la Uil utilizza la RSU per i propri fini, spesso strumentalizzando decisioni e posizioni.

Nel suo ultimo comunicato mostra un foglio scritto a mano come “verbale della RSU”, che di “verbale” non ha nulla. Nella precedente RSU, quella che ha lavorato dal 2016 al 2018, i verbali venivano redatti al computer, inviati ai membri per eventuali chiarimenti, quindi letti e votati alla prima riunione utile successiva, quindi messi a disposizione di tutte le componenti per l'uso che ritenevano più opportuno.

Quello dell'ultimo incontro mostrato dalla Uil, è semplicemente... niente! Come è niente il suo contenuto.

Nessuno, che abbia una minima conoscenza della struttura di un salario accessorio, affermerebbe mai di essere d'accordo con l'attuazione delle progressioni, “a patto che non venisse azzerato il “salario accessorio”. Questo perché le risorse che costituiscono la spesa totale per tutte le progressioni, (sia quella già impegnata per le progressioni fatte, che quella necessaria per le nuove), sono già parte integrante del salario accessorio. Si tratta semplicemente di uno spostamento dalla voce della produttività a quella delle progressioni, due istituti che sono entrambi parte integrante del salario accessorio.  

Si tratta di inesattezze che cambiano il senso della verità. Più grave è infondere paura per giustificare i propri errori. Affermare infatti che il nuovo buco di bilancio causato da questa amministrazione, potrebbe portare all’azzeramento del salario accessorio e che solo l'impegno di quelle risorse nelle progressioni potrà mettere al sicuro i passaggi, vuol dire fare terrorismo psicologico.

Il parere Aran, che secondo il segretario generale dalla Uil porterebbe ad una così grave conclusione, si fonda sull’art. 67, comma 3, terzo periodo, del Contratto Nazionale di Lavoro, ove si specifica che un ente che versa in condizioni deficitarie, non solo non può incrementare le risorse variabili, ma potrebbe anche essere obbligato al completo azzeramento delle stesse.

È bene specificare che le “risorse variabili, costituiscono solo una parte del salario accessorio e nel nostro ente, come anche il segretario della Uil dovrebbe sapere, sono già state azzerate a causa del precedente dissesto. Oggi quindi di parte variabile nel Fondo è rimasta una sola voce, quella inerente al finanziamento dei recuperi ICI, (23000 euro) perché quei fondi sono resi disponibili da una legge che prevede tali finalità. I restanti 3.260.000 € sono tutti inseriti nella parte stabile del salario accessorio e non possono essere toccati. Sono risorse infatti necessarie all'erogazione dei servizi, perché ad esse collegati. Questo per dire che se si dovesse arrivare a tagliare quelle risorse, vorrebbe dire che si è arrivati a tagliare i servizi.

In una tale ipotesi però la preoccupazione per il salario accessorio sarebbe il male minore perché nel caso in gioco ci sarebbero gli stipendi. Questa la realtà. E’ singolare quindi che oggi la Uil vada a cercare giustificazioni così assurde.

Probabilmente sono bastati quattro conti elementari, per rendere chiaro anche alla UIL, che si sta determinando una grave iniquità riguardo alla distribuzione del salario accessorio ai lavoratori del Comune di Terni con il CID sottoscritto e per questo si trovano costretti ad inventarsi scuse puerili e non sostenute dai fatti e dagli atti. Una seria caduta di credibilità che dovrebbe far riflettere i lavoratori.

Ma la Uil chiede una proposta. Gliela facciamo noi.

Tanto per iniziare si torni indietro sull'indennità di servizio esterno della Polizia Locale e si chiarisca che, una volta ripristinato il fondo 208 (bloccato da norme contrattuali firmate da CgilCisleUil e dal CSA), questa indennità verrà portata al massimo dei 10 euro e le risorse si prenderanno per intero nel fondo del 208. Ciò permetterà di recuperare decine di migliaia di euro nel salario accessorio, risorse che potranno essere investite in progressioni economiche.

Ed ancora, si potrebbe rimodulare l’indennità per particolari responsabilità che oggi, attraverso criteri blandi, viene di fatto erogata a pioggia.  Anche qui, potremmo recuperare decine di migliaia di euro per le progressioni.

In ogni caso quando si tratta di salario accessorio, operare con attenzione ed equità dovrebbe essere la stella polare per ogni sindacato. Evitare di apparire più bravi, procurando danni e perdite economiche ai lavoratori, non è serio. È un problema che investe il sindacato, ma è anche un grande problema politico di una amministrazione assente, che non disdegna alcun canale utile alla ricerca del facile consenso.

Chi è chiamato ad amministrare un Ente, dovrebbe mostrare competenza e strategicità politica, dovrebbe tendere alla formazione e valorizzazione di tutto il personale, non di una parte di esso.

Purtroppo ci troviamo difronte ad un panorama politico con scarsa competenza, totalmente impegnato con le prossime elezioni regionali. E quando si è vicini ad appuntamenti così importanti, la politica solitamente evidenzia una sorta di grande debolezza, soprattutto verso chi gli si mostra più vicino e più utile. Peccato che a rimetterci sono i lavoratori, quelli più deboli.

 

Terni, 24 ottobre 2019

 

                                                                                              La Federazione USB – Comune di Terni

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