Vertenza di USB a Obedience to life: vince la dignità delle lavoratrici
Ripristinato il pieno rispetto del CCNL, recuperate le spettanze arretrate; le procedure di sciopero si chiudono con la soddisfazione delle lavoratrici e del sindacato USB Lavoro Privato, che ha seguito la vertenza nei confronti della società Obedience to life, incaricata da Casa Vincenziana Impresa Sociale, della gestione del Centro il Girasole a Morrano, Orvieto.
Dopo settimane di trattative, gestite con grande senso di responsabilità dalle lavoratrici, l’azienda ha sottoscritto un accordo che garantisce il pieno rispetto del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e il saldo integrale di tutti gli oneri pregressi che erano rimasti insoluti.
La vicenda ha avuto inizio a novembre 2025, quando alcune lavoratrici hanno sollevato la questione del mancato rispetto del CCNL, facendo luce su una situazione di perdurante irregolarità, che si trascinava da anni; l’azienda ha tentato di eludere le proprie responsabilità contrattuali dichiarando l’impossibilità di applicare il CCNL appellandosi ad una presunta mancanza di liquidità e, ancor più grave, affermando di non essere a conoscenza di quanto previsto nel CCNL.
A fronte del palese operato illegittimo ha annunciato l’imminente chiusura per crisi economica tentando anche un estremo tentativo di precarizzazione, suggerendo ai dipendenti di rassegnare le dimissioni volontarie per essere riassunti direttamente in Casa Vincenziana Impresa Sociale, ma con la specifica che si sarebbero proposte delle condizioni contrattuali peggiorative, al fine di renderle sostenibili per l’azienda e “salvare il Centro il Girasole”, scaricando di fatto la responsabilità delle loro mancanze sui dipendenti.
Il tavolo di confronto è sto impegnativo, invece di entrare nel merito delle proposte, la società ha "tergiversato", adducendo a mancati introiti e arrivando a chiedere alle lavoratrici stesse quali fossero i punti del CCNL da adeguare, come se la dirigenza non conoscesse i propri doveri legali e contrattuali.
Solo la determinazione delle lavoratrici impegnate nella vertenza, ha reso possibile chiudere la questione con un accordo positivo su tutti i fronti; se non fossero state loro a sollevare la questione con forza e a denunciarne le irregolarità, l’azienda non avrebbe mai affrontato la situazione, continuando a operare fuori dalle regole a discapito dei diritti minimi garantiti.
L’intesa siglata prevede:
- L’applicazione integrale a partire da gennaio 2026 delle tabelle retributive e delle tutele previste dal CCNL di categoria (ad esclusione del fondo previdenziale, non attivo, ma del quale l’azienda incredibilmente non sapeva nulla).
- Il piano di rientro certo per il saldo di tutte le spettanze arretrate e non versate.
- Il mantenimento dei livelli occupazionali, senza soluzioni di continuità o passaggi a contratti peggiorativi.
Questa vittoria dimostra che una presunta crisi non può e non deve diventare un alibi per calpestare i diritti di chi lavora. La mobilitazione di alcune lavoratrici della Obedience to life resta un esempio di come la vigilanza attiva e l’unità sindacale siano gli unici strumenti capaci di riportare la legalità e la dignità all'interno dei luoghi di lavoro.
Questo accordo non è solo una vittoria economica, ma la dimostrazione che, quando si riconosce la dignità del lavoro, è possibile evitare derive per le aziende e per i dipendenti; tuttavia, il sindacato non abbassa la guardia: "Attiveremo un monitoraggio rigoroso e costante su ogni singola scadenza prevista dall’accordo; vigileremo con estrema attenzione affinché quanto concordato venga rispettato nei tempi e nei modi stabiliti. I diritti delle lavoratrici non sono negoziabili."
USB Lavoro Privato, Federazione Regione Umbria